Consumano, infatti, molto poco, le lampadine di nuova generazione. Prendiamo ad esempio quelle a Led: costano più delle altre, ma sono le più sicure, non solo per il risparmio energetico, ma anche perché non contengono mercurio.

Quindi, in caso di miglioramenti della casa, di ristrutturazione e quindi di progettazione della nuova rete elettrica, poiché il sistema di illuminazione ha la priorità assoluta, è consigliabile sostituire le lampadine tradizionali con quelle a Led e comunque quelle a basso consumo, che pur costando di più offrono un altro notevole vantaggio: la lunga durata.

Le lampadine a basso consumo durano dalle 6 alle 15 volte in più rispetto alle lampadine a incandescenza e consumano dal 65 all’80% in meno di elettricità. In quanto alla forma, quelle di nuova generazione hanno ripreso la classica forma a goccia del bulbo, ma esistono anche in varie forme: a oliva o pera, e possono essere fluorescenti, alogene allo Xenon che è una via tra l’incandescenza e la fluorescenza, e poi a Led.

Queste ultime sono l’autentica ”scoperta” più avanzata nel campo dell’illuminazione a basso consumo e della sostenibilità ambientale, perché non contengono mercurio, offrono un’elevata luminosità e durano fino a 15 anni a consumi molto bassi. Il loro costo? Tra i 40 e i 60 euro, una spesa che però viene ammortizzata con i vari vantaggi che offrono e quindi ha un rientro concreto e non ipotetico. Infatti, sono raccomandate dall’Agenzia federale tedesca per il rispetto dell’ambiente. Per questo si ricorda che, finito il ciclo di vita, le lampadine devono essere smaltite correttamente. Per non inquinare…

DOVE

Presso le eco piazzole, di cui potete trovare l’elenco nel sito www.cdcraee.it, nella sezione “comuni” e da lì in “centri di raccolta” nella zona geografica di competenza. Si può anche consultare il sito di Ecolamp, il consorzio per il recupero e il trattamento di apparecchiature di illuminazione: www.ecolamp.it