Un pessimo momento di televisione ieri a Ballarò, a causa di una rissa televisiva. Eravamo abituati a certi salotti, in cui l’insulto regnava sovrano, ma quello di Giovanni Floris, seppur spesso scenario di acceso dibattito non era mai degenerato in offese senza senso dettate da rabbia, tanto che è partito un pesante insulto.

A pronunciare l’espressione colorita è stato Massimo D’Alema rivolto ad Alessandro Sallusti, vicedirettore de “Il Giornale”, dopo che questo gli aveva ricordato di aver abitato in una casa di un ente previdenziale pagando affitti stracciati, mentre la base del suo partito pagava tre volte quello che corrispondeva lui.

L’occasione del dibattito è stata la “vicenda casa” del dimissionario ministro Claudio Scajola, che negli ultimi giorni sta tenendo banco nell’informazione televisiva a causa del grande scandalo generato tra l’opinione pubblica. Naturalmente non si tratta della stessa vicenda, ma quello che Sallusti voleva mettere in evidenza è il privilegio di cui possono disporre i politici di fronte alle difficoltà quotidiane della gente comune.

D’Alema, accusato di moralismo da Sallusti, ha replicato in maniera veemente:

Vada a farsi fo***re, bugiardo e mascalzone! L’accostamento è del tutto improprio. Io come migliaia di persone pagavo ciò che era previsto dalla legge, e non troppo poco. Lei si guadagna lo stipendio dicendo mascalzonate, la pagheranno mandandogli signorine.

Sallusti ha replicato, ricordando a D’Alema le ultime vicende del PD pugliese:

Le signorine le usavano i suoi uomini in Puglia.

Al povero Floris non è rimasto che interrompere il furioso litigio con il silenzio audio e il lancio di un filmato sul dissenso dei finiani all’interno del PDL. Dopo il servizio, D’Alema si è scusato, ma ormai i telespettatori hanno visto tutto e probabilmente questo sarà l’ennesimo episodio che spingerà le persone a prendere le distanze dalla politica, di qualunque colore essa sia.