Il ristorante Le Beccherie di Treviso non è un locale come tutti gli altri. Oltre ad essere particolarmente rinomato nella zona del trevigiano, questo è il luogo che ha visto la nascita di uno dei dolci più amati del nostro Paese: il tiramisù. Nonostante la sua grande notorietà, il locale è costretto a chiudere alla fine di marzo .

“Chiuderò il 30 marzo, quel giorno pagherò i miei tre dipendenti e i fornitori e poi chiuderò il ristorante per sempre”, così, con estremo rammarico, il titolare del ristorante Carlo Campeol annuncia la fine della sua attività. Le motivazioni sembrano essere legate al cambio generazionale e ai troppi “bar che propongono aperitivi lunghi”. Campeol dichiara che i fattori che l’hanno portato a prendere la drastica decisione sono dovuti al fatto che “Avremmo dovuto dare una svolta a questo ristorante ma a 60 anni non ho la voglia né l’energia per farlo. Così si conferma il detto che le attività vengono chiuse alla terza generazione. E’ stato così anche nel nostro caso”

Alla fine degli anni ’50 furono proprio i fondatori del ristorante, Alba e il marito Aldo Campeol insieme al pasticcere Roberto Linguanotto a creare il tiramisù: l’idea nacque modificando un’antica ricetta dolciaria, quella della coppa imperiale, ispirandosi ai dolci particolarmente sostanziosi utilizzati a quell’epoca specialmente nelle case chiuse. L’amarezza del titolare de Le Beccherie nel dover chiudere il suo locale per via della crisi non è solo legata al fattore economico. Essendo il ristorante stato fondato dai suoi nonni e gestito prima di lui dai suoi genitori, la fine di un’attività che si è tramandata di padre in figlio da ormai tre generazioni ha provocato in Carlo Campeol una grande amarezza.

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