Avete sempre qualche remora nel mangiare al ristorante? Ecco qualche regola da seguire per vincere delle assurde paure legate a determinate leggende metropolitane, o a capire se il locale dove vi trovate è davvero a cinque stelle.

Se siete, ad esempio, in un ristorante etnico dove non siete mai stati, avete più strade davanti a voi: farvi consigliare dai vostri accompagnatori, se già c’erano stati, o sbirciare nel piatto degli altri, perché spesso il piatto più ordinato è quello più sicuro e di maggiore gusto, se non avete dimestichezza con le cucine esotiche. Non badate alle traduzioni sui menù, a volte sono fatte malissimo e sono maccheroniche, come quella in foto, che un blogger ha voluto stigmatizzare con ironia.

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Una delle leggende metropolitane maggiori riguarda la frittura. Come sapere se l’olio utilizzato è buono o è stato riutilizzato molte volte? In questo aiutano i sensi: l’odore della frittura fresca, anche se invadente, non è terribile, soprattutto se avete fame, e alla vista i fritti si presenteranno dorati e non troppo scuri.

Un’altra leggenda riguarda l’insalata, si dice infatti che nei ristoranti le insalate non si lavino mai. Questo è vero parzialmente: intanto molti ristoranti utilizzano il succo di limone, che neutralizza lo sporco sull’insalata. Se volete controllare se il lavaggio avviene, vi conviene scegliere un’insalata che solitamente sul banco del fruttivendolo è di per sé molto sporca, come il radicchio, mentre quelle più pulite sono certamente indivia e iceberg. Se il radicchio che avete ordinato è sporco, forse è meglio non tornare in quel locale.

C’è chi presta molta attenzione ai frutti di mare e al pesce. Se il pesce si stacca facilmente dalla sua pelle e così anche i crostacei, vuol dire che è fresco, altrimenti magari ha un giorno, due al massimo, perché se ne avesse di più puzzerebbe anche da cotto. Le cozze sono un grande dilemma per molti, soprattutto in certe zone d’Italia dove si tende a mangiarle crude. Non abbiate paura delle malattie, ormai il tifo è solo un ricordo, così come l’epatite A, tanto che ci sono molti medici che non sconsigliano di mangiare le cozze crude, in particolare quelle che è preferibile servire così, come le patelle e le ostriche.

Evitate come la peste le polpette o i piatti in cui non riconoscete i ripieni, i buoni ristoranti spiegano sempre com’è stato fatto un ripieno (anche se non sarà svelato mai completamente il segreto dello chef). Evitate anche piatti che vengono spacciati per internazionali, come la parmigiana di melanzane, anche lì vale quanto detto per il ripieno.

Via libera alla pizza: è il piatto in assoluto più diffuso e se temete che i cibi siano vecchi, con la pizza c’è da stare tranquilli. C’è sempre talmente tanta richiesta che gli ingredienti sono acquistati periodicamente e potete contare sul fatto che siano sempre freschissimi. Se vi trovate lontani dalla Campania, però, meglio non chiedere la mozzarella di bufala, che per quanto fresca, ha comunque affrontato delle ore per il trasporto e non sarà mai corposa e buona come quella mangiata in loco. I dolci: se ordinate una torta guardate bene la crema pasticcera, perché va consumata in giornata, e se è vecchia ha una patina esterna piuttosto dura.