Con la ripresa dell’anno scolastico, è necessario fare il punto sulla situazione strutturale degli edifici scolastici.

E si ripropone la necessità di migliorare gli edifici scolastici e renderli attuali per migliorare le condizioni di apprendimento degli studenti e risparmiare le notevoli ingenti risorse di gestione che possono essere impiegate per altri settori, come quello dell’insegnamento, ad esempio.

Ristrutturare le scuole significa liberare risorse per la formazione oltre che migliorarne l’efficienza, ma significa anche investire sul patrimonio storico e culturale del nostro Paese. Inoltre, una riqualificazione su larga scala può contribuire al rilancio del mercato immobiliare e rispondere alle nuove esigenze di ecosostenibilità che vogliono città e immobili belli da vivere, efficienti e sicuri. Il Governo ha incluso nell’ultima spending review diversi interventi riferiti a queste necessità.

La provincia di Trento, ad esempio, è un caso di eccellenza scolastica. È, infatti, la prima provincia italiana per la qualità dell’offerta educativa in edifici scolastici efficienti e costruite con criteri di sostenibilità ed efficienti. Un altro modello di sostenibilità presentato a REbuild è quello della provincia di Treviso con un progetto avviato nel 2011 che si propone come esempio per tutti i distretti scolastici. Con la riqualificazione di un patrimonio immobiliare composto in prevalenza da edifici scolastici, si sono risparmiati 7,4 GWh di energia, le emissioni di CO2 si sono ridotte di 2.500 tonnellate e sono stati risparmiati oltre 800.000 euro all’anno. E i bambini stanno bene ed apprendono meglio.

Perché migliorare la struttura degli edifici scolastici significa ridurre i costi di gestione, risparmiare risorse energetiche e naturali e migliorare le condizioni di salute e di apprendimento dei bambini. È stato anche questo un tema trattato nell’ambito di REbuild, la prima convention italiana dedicata alla riqualificazione e gestione sostenibile dei patrimoni immobiliari.