Aumentano le ristrutturazioni e aumentando anche le richieste di prestiti per ristrutturazione. Il bonus del 50% è uno stimolo a recuperare e riqualificare l’esistente invece di comprare il nuovo.

Una tendenza che favorisce il trend dei prestiti per i lavori in casa. Le compravendite di case sono dunque in calo e per motivi vari: la crisi, la difficoltà di accesso al mutuo, le aspettative di un calo dei prezzi, rendimenti in ribasso per via dell‘Imu e, ora, l’aumento del bonus al 50%. Infatti, le famiglie che hanno bisogno di maggiore spazio, invece di acquistare un’altra casa, ristrutturano e adeguano alle mutate esigenze abitative l’appartamento di cui sono già proprietarie. Incoraggiate anche dall’aumento delle detrazioni Irpef sui lavori di ristrutturazione dal 36% al 50% delle spese sostenute, fino ad un massimo di 96mila euro (prima era 48mila).

Già nel primo semestre 2012, la richiesta di finanziamenti per ristrutturazione ha dato impulso al mercato di settore, con il 13% del totale delle domande di prestito personale e un importo medio di 16.800 da restituire in 78 mesi. In effetti i vantaggi ci sono: oltre all’aumento della quota deducibile alla metà dell’importo totale fino a un tetto di 96mila euro per intervento, è ancora valida la rateazione in dieci anni del bonus per le opere agevolabili in base all’articolo 16-bis del Tuir (testo unico articolo 4 del Dl 201/2011).

Pertanto, le famiglie potranno detrarre al 50% le spese per manutenzioni straordinarie, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze (anche per manutenzioni ordinarie di parti comuni condominiali). Tutte le spese che saranno sostenute dopo l’entrata delle nuove regole saranno agevolabili al 50 per cento. Naturalmente, per beneficiare dell’agevolazione 50% bisogna documentare le spese mediante i bonifici effettuati per il pagamento dei lavori.