Rita Levi Montalcini ha festeggiato ieri i suoi 103 anni, con i collaboratori più stretti dell’EBRI, come Pietro Calissano, Antonino Cattaneo, Giuseppe Nisticò e Piero Ientile. La storia della Levi Montalcini è un esempio per tutte le donne che credono che con lo studio e con l’impegno si possa raggiungere qualunque traguardo, anche il più difficile.

Classe 1909, Rita Levi Montalcini si è laureata nel 1936, in un’epoca in cui già gli uomini avevano difficoltà a intraprendere e terminare gli studi superiori e le donne nelle università erano un’esigua minoranza. La sua più grande scoperta avvenne nel 1951-1952, quando la scienziata scoprì il fattore di crescita nervoso noto come NGF (Nerve Growth Factor), che gioca un ruolo essenziale nella crescita e nella differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. Le sue ricerche seguirono questa linea, fino a perfezionarsi, e nel 1986 questa ricerca le è valsa il Premio Nobel per la medicina.

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Rita Levi Montalcini è però anche senatore a vita, distinguendosi negli anni come donna di ferro, che ha garantito la maggioranza parlamentare, con gli altri senatori a vita al governo di Romano Prodi. L’intero mondo politico le ha fatto gli auguri in questa speciale occasione, dal premier Mario Monti al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

A Monti la Levi Montalcini si era rivolta negli ultimi tempi a favore della ricerca e dei ricercatori universitari, giusto il mese scorso:

«Affinché non cancelli il futuro di tanti giovani ricercatori, che coltivano la speranza di poter fare ricerca in Italia. Il decreto legge sulle semplificazioni cancella i principi di trasparenza e merito alla base delle norme che dal 2006 hanno consentito di finanziare i progetti di ricerca dei giovani scienziati under 40 attraverso il meccanismo della peer review, la valutazione tra pari.»

Fonte: Corriere della Sera.