Questo post nasce da anni e anni di attenta osservazione. Non ero una ladra di bambini, semplicemente vivevo accanto a una scuola materna ed elementare. O almeno, questa è la versione ufficiale.

Settembre, inizia la scuola, quella parte di vita che tutti prima o poi ricordano con nostalgia. Quando i drammi di una figurina smarrita richiedevano l’intervento di FBI e Interpol. Ma non voglio concentrarmi sui bambini, bensì sui genitori, che rappresentano la salvezza e la rovina di molti di loro.

La prima grande differenza rispetto al passato è il grado di apprensione, che è cresciuto esponenzialmente. Oggi i genitori se non hanno prima controllato l’albero genealogico delle insegnanti, la marca del cemento utilizzato per la costruzione, il concime di fiducia delle fattorie che forniscono la carne, il grado di umidità medio delle aule, passioni e hobby dei bidelli, il peso specifico di ogni libro, le carie del compagnetto di banco e il bilancio economico del comune… i bambini non ce li mandano.

Ah, dimenticavo: esigono che la cuoca della mensa abbia vinto almeno un’edizione di Masterchef.

Paure giustificate? Forse. Ad esempio vorrei spiegare una volta per tutte che la pioggia NON scioglie i bambini, quei batuffolosi nanetti non sono biodegradabili. E mentre scuotete la testa dicendo “Ha scoperto l’acqua calda” vi racconto cosa accade in una giornata piovosa.

Esistono queste cose, chiamate nuvole, che a seconda di come gira il vento, la temperatura, l’umidità, scatenano eventi atmosferici bagnati. Inizia a piovere. Scatta l’allarme rosso nella casa del genitore rappresentante di classe che telefona a tutti gli altri, le linee  sono surriscaldate dai vari

-¨Piove! Hai visto?¨

– ¨Si, Maria, vivo di fronte casa tua¨

– ¨Che facciamo? Prendiamo i bambini a scuola

In quel momento, nonostante la scuola sia dotata di un tetto, le genitrici prendono un ombrello del diametro di 15 metri e corrono sul Suv 4×4 direzione scuola. Un momento, concentriamoci sui SUV. Se vivi in un paesino con strade larghe 3 metri, perché comprare un auto larga 4? Gli scienziati rivelano che nel loro inconscio intendono allargare le viuzze, ma soprattutto, in caso di emergenza possono sostituire lo scuolabus.

Una volta sul mega super straSuv, ingranano la quinta e passano su qualsiasi cosa tra loro e la meta,  il 99% della gente scomparsa viene ritrovata tra gli pneumatici di quei giganti motorizzati.  Nelle vicinanze dell’arrivo scatta la sfida, il più veloce si becca il parcheggio sul marciapiede attaccato al cancello d’ingresso. Gli altri dovranno accontentarsi di intasare l’unica corsia disponibile. E non importa che tu sia con una gamba rotta e la lebbra diretto in ospedale, non c’è possibilità di passaggio, DEVI ASPETTARE il tuo turno. I bambini! Prima i bambini!  Al caos  si aggiungeranno le lamentele per l’assenza dei bidelli, solo dopo si scoprirà che sono incastrati tra le lamiere. Le creature sono quasi al sicuro, la malvagia e temibile acqua piovana non li avrà mai!

I bambini cosa impareranno?

– La pioggia è tossica

– Il papà/la mamma col Suv più grosso è il migliore

– In caso di pioggia, rompere il vetro e fuggire il più lontano possibile

– Schernire i compagnetti senza Suv, relegandoli a mansioni umili in classe (es: scartare le merendine altrui, portare il cane che mangerà i compiti di tutti)

– Ricordarsi di fare la danza della pioggia prima di un compito in classe.

E se trovate che questo post sia irrispettoso e che parli così perché “Non puoi capire, non hai figli”… Vi dico che in realtà sono solo invidiosa. Una volta mi dimenticarono a scuola.

photo credit: Kalexanderson via photopin cc