Alfred Hitchcock non smette mai di sorprenderci. Nell’agosto del 2011, presso il New Zeland Film Archive, fu ritrovato quello che viene considerato il primo film del regista inglese, The White Shadow (L’ombra Bianca), ora disponibile gratuitamente online.

In realtà, Alfred Hitchcock lavorò al film come aiuto regista – braccio destro del vero regista, Graham Cutts – direttore artistico, montatore e scenografo.

Galleria di immagini: The White Shadow

Era il 1924, l’anno prima dell’uscita de Il Giardino del Piacere, primo film completamente autonomo del regista. The White Shadow è purtroppo incompleto, mancante delle ultime tre bobine che avrebbero dovuto svelare il finale di un film teso e ricco di mistero, drammatico e commovente.

Tutta la trama è giocata attorno al concetto di doppio: Nancy e Georgina sono due gemelle identiche (interpretate da una bravissima e poliedrica Betty Compson), una ribelle e priva d’anima, l’altra buona e dallo spirito prezioso. Tra le due, un giovane americano, Mr Robin Field, innamorato di Nancy. A Nancy sta stretta la vita di campagna londinese e decide di scappare di casa. Rimane Georgina che, per non infangare la memoria della sorella, finge di essere Nancy: e questo comporta una serie di drammatici equivoci. Lo scambio di persona sta per condurre al tragico finale, ma il rullo si interrompe.

Da quel che si è potuto evincere dallo script originale, la chiusura del film è tra le più emozionanti dell’era del muto: l'”ombra bianca” di Georgina, cioè la sua anima pura, diviene la protagonista della storia, tra dolore, morte e rinascita.

Forse Hitchcock non è rimasto indifferente a The White Shadow. Come dimenticare Vertigo (vale a dire La donna Che Visse Due Volte), anch’esso con un’unica attrice per due ruoli complessi, anch’esso giocato sul doppio? La tensione, il mistero, il sottile dramma psicologico, sono tutti elementi presenti in questo piccolo gioiello del muto e che Hitchcock avrebbe sviluppato fino a diventarne il re assoluto. Ma non solo: una maniacale cura per le ambientazioni, sia in esterni che in interni, e un montaggio che tiene col fiato sospeso sono i primi indizi della maestria di un regista che tuttora fa scuola.

Si può visionare il film su Filmpreservation.org, che ne ha curato la conservazione digitale.

Fonte: National Film Preservation Foundation