Sarah Scazzi, la ragazzina 16enne scomparsa da Avetrana, in provincia di Taranto, ormai da più di un mese, non dà notizie di sé. Nonostante i testimoni, le rivelazioni fatte ad amici e conoscenti, le scritte sul diario di scuola, finora niente è stato utile per il suo ritrovamento. E ancora non si riesce a capire se Sarah sia scappata per poi un giorno tornare, come diceva, e diventare famosa, oppure se alla base di tutta questa storia ci sia un’altra persona o più di una che possa averla rapita e averle fatto del male.

Questa mattina un indizio ha smosso la speranza dei genitori della ragazza: nei pressi di un casolare abbandonato a pochi chilometri da Avetrana è stato trovato un telefono cellulare dello stesso modello e stesso colore di quello di Sarah, ma bruciato. Con certezza ancora non si può sapere se si tratti effettivamente del cellulare della ragazza perché essendo fuso dal calore, alcuni dispositivi per l’identificazione sono stati distrutti. Che si tratti di un atto premeditato?

Nel frattempo le forze dell’ordine stanno perlustrando la zona per trovare altri indizi che portino alla ragazza, e per il pomeriggio è previsto l’arrivo dell’ex comandante dei RIS di Parma, Luciano Garofano.

I genitori, ancora immersi nel dolore, sperano solamente che questo brutto incubo termini al più presto e la loro piccola figlioletta torni a casa sana e salva, anche se con il passare del tempo le speranze si affievoliscono.