Lunedì mattina, ore 9: il capo fissa la solita riunione di lavoro in un momento della settimana in cui il relax del weekend è ancora un dolce ricordo. Come sopravvivere indenni? Come comportarsi in questa occasione o nell’eventualità in cui tale meeting settimanale sia stato fissato per il venerdì alle 18?

Per evitare contrasti con il capo e al tempo stesso per cercare di rimanere composti e in grado di parlare con cognizione di causa, ci sono alcuni piccoli suggerimenti da seguire per far sì che la riunione di lavoro sia solo una formalità.

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Il primo suggerimento è molto semplice: rimanere in silenzio a meno che non si abbia qualcosa di veramente urgente e importante da dire. Se non si tiene particolarmente a far parte di una stupida conversazione, la bocca può rimanere chiusa. Se appena appena si osa dare un suggerimento, è matematico che nel giro di 5 secondi ne arriveranno altri 3 o 4 di carattere opposto, che obbligheranno a una forzata discussione coi colleghi ai quali non si può darla vinta e dimostrarsi deboli davanti al boss.

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Se invece si pensa di non essere in forma, ci si sente come un pesce fuor d’acqua e si è sicuri che si sbadiglierà per il sonno – visto che sono le 2 di pomeriggio e che fuori la giornata è uggiosa – meglio lasciar perdere la riunione, magari con la complicità di qualche collega nelle stesse condizioni. Magari anche il capo sarà felice di non sentire sbadigli rumorosi che notoriamente sono contagiosissimi.

Se invece non si può fare a meno di andare in riunione, allora meglio essere positivi e vedere nel meeting un momento per evadere dalla routine: sarà quindi il momento buono – oltre che di ascoltare e recepire i messaggi – anche di osservare i colleghi e di prendere spunto dalle loro parole per farsi venire qualche idea buona. In alternativa, la mente può fantasticare sulle cose più strane: dal colore della biancheria intima della collega (o del collega) accanto, all’ipotetico background familiare che porta il capo del personale a parlare a voce alta senza sosta.

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C’è poi un’attività gustosissima da fare durante un meeting, a patto che ci si trovi in una sala sufficientemente grande e si sia seduti in modo defilato lontano dagli sguardi dello speaker: twittare a tutto spiano, riportando ai propri contatti le “perle” di chi parla. Occhio però a non esagerare e a non fare la figura del “pollo” nel caso il capo inizi a interpellare i presenti chiedendo commenti su quanto appena detto.

In alternativa al social network, si può fare un giochino elettronico, magari sfidando il vicino di sedia (in tal caso, ricordarsi di togliere l’audio), oppure risolvendo un rebus o un cruciverba (ancora meglio, visto che si può far finta di prendere appunti). Se proprio quello che dice lo speaker non interessa, si può utilizzare il tempo della riunione per prendere lo smartphone e leggere tutte quelle mail goliardiche che si è ricevuto nelle ultime settimane e che non si è mai letto: in questo caso, la riunione sembrerà un gioco e il tempo volerà via in un batter d’occhio.

Fonte: The Times of India