Sebbene sia di qualche tempo fa, sono state rese da poco disponibili delle foto inedite del servizio fotografico fatto da Robert Pattinson per il magazine AnOther Man.

Come potrete vedere da voi nella gallery qui sotto, le foto sono tutte in bianco e nero e mostrano un Pattinson in versione James Dean.

In realtà sono in molti a sostenere che gran parte del fascino di questo giovane attore londinese risieda nella somiglianza del personaggio che lo ha reso famoso, Edward Cullen, con il protagonista di “Gioventù Bruciata”.

Il capello sconvolto, l’espressione tormentata e il misto di mistero e pericolo che lo avvolgono, rendono il vampiro di Twilight molto simile al personaggio tipo della stella di Hollywood prematuramente scomparsa, o per lo meno gli permettono di esercitare sul pubblico femminile un’attrazione che ha pochi precedenti nella storia di Hollywood.

Una piccola nota: nella gallery proposta un solo scatto, quello finale, è a colori. Provate a scorrere le foto dalla prima all’ultima, senza dubbio rimarrete incantate da un Pattinson al suo meglio, ma approdare a quell’immagine finale dà come la sensazione che, all’improvviso, abbiano acceso la luce illuminando qualcosa che risultava essere molto meglio nella penombra.

Ma questo, in fin dei conti, succede molto spesso quando si tende ad esaltare qualcuno, sia questo un attore di Hollywood o semplicemente il nostro uomo.

Spesso, noi donne, tendiamo a dare alla persona oggetto delle nostre attenzioni connotati ben diversi da quelli reali, e permettiamo alla nostra voglia di renderlo così come lo vogliamo di avvolgerlo in quella penombra celebrale nella quale ci piace crogiolarci per un po’.

Poi, all’improvviso, accade qualcosa.

Magari incrociamo il nostro attore preferito per strada, o lo vediamo in un’intervista dove non è al meglio, o il nostro uomo fa o dice qualcosa che troppo si distacca dal prototipo di uomo con il quale lo abbiamo fatto combaciare a forza.

Sembra quasi che qualcuno, all’improvviso, abbia premuto un interruttore e che la luce abbia invaso tutto cancellando ombre e mostrando tutto per quello che è.

Questa piccolo “disgressione filosofica” per porre alla fine, una domanda: quanto di ciò che noi donne vediamo è davanti e quanto dietro i nostri occhi?