Si direbbe che Robert Pattinson, dopo il successo mondiale nei panni di Edward Cullen nella saga di “Twilight”, dovrebbe avere una carriera ormai del tutto avviata, e invece il bell’attore inglese aveva paura di non riuscire più a ottenere ruoli interessanti dopo essere rimasto così tanto attaccato al mondo vampiresco. Poi però è arrivato David Cronenberg.

Anche le star più osannate hanno momenti di panico e insicurezze, è evidente, e Robert non ha paura di ammetterle quando racconta i suoi momenti di sconforto sia prima di intraprendere il lungo percorso della saga di “Twilight”, sia ora che il percorso è quasi finito:

Galleria di immagini: Robert Pattinson e Ashley Greene a Stoccolma

«Essere un attore ed essere una star del cinema sono due cose diverse. Se sei sul mio stesso percorso e ottieni un ruolo da protagonista hai bisogno di una certa personalità, o almeno di far finta di averla. E questa è una cosa complicata. Prima di “Twilight”, quando nessuno guardava i miei film (a parte “Harry Potter“), mi sentivo davvero un attore, che recitava ruoli diversi senza pensare che uno di questi avrebbe seriamente influenzato tutta la carriera. La gente guardava il tuo personaggio e basta. Ma ora ho l’impressione che la gente pensi di sapere cose di me, pensano di conoscermi. E sono giudicato in questi termini. Come attore, la cosa migliore è che nessuno sappia niente della tua vita privata. Ma questo è praticamente impossibile perché c’è un’intera industria specializzata nello scoprire cose di te. E se non riescono a trovare niente, lo inventano.»

Alla domanda se dopo {#Twilight} avrà più difficoltà a trovare ruoli davvero interessanti ha risposto senza esitazione:

«Ma certo. Prima di Twilight ho fatto provini per tantissime cose, e sono sempre arrivato tra i primi tre. Davano la parte a qualcuno che era già più famoso di me, e io continuavo a pensare a quanto fosse ingiusto, perciò ho pensato che l’unica soluzione fosse diventare più famoso. Ma quando sei famosissimo, ti vengono offerte tantissimi cose orribili, in film in cui non si preoccupano nemmeno del cast. E se non hai fatto abbastanza lavori, i registi ti guardano come uno sconosciuto e c’è come uno stigma attaccato al tuo nome. È più difficile trovare certi ruoli alle volte. È strano.»

Anche lui si è visto sbattere diverse porte in faccia:

«Se sei un completo sconosciuto, hai più possibilità. Dopo Twilight le cose sono molto diverse, a seconda di dove vengano i soldi. Se non c’è una star nel progetto, non c’è modo che tu riesca a venderlo, perciò questo ti obbliga a fare un bel film. Ma se non è così diventerà una cosa tipo “Visto che lui è coinvolto, abbiamo bisogno di attirare gli adolescenti” perciò cambiano la storia, e finisci con tutta quella pressione addosso. Un buon regista preferisce non aver niente a che fare con tutto questo. Ci sono meno opzioni. Ora che ho un’immagine molto specifica, è difficile trovare ruoli adatti.»

E poi però è arrivato il ruolo di protagonista principale in “Cosmopolis” di David Cronenberg:

«È stato fantastico. Mi sono lasciato inghiottire in una spirale di paranoia dove pensavo che nessun buon regista mi avrebbe mai più voluto. E poi Cronenberg ha fatto quell’offerta direttamente a me. Non l’avevo mai nemmeno conosciuto prima. Mi sono davvero divertito durante le riprese, continuavo a dire “Sono bravo abbastanza? Non so cosa sto facendo”, e lui diceva “Perché dici così, sei un attore”, e la sola ragione per cui è successo è perché sono diventato questa specie di celebrità, e ho paura che la gente non mi prenda sul serio.»

E dire che Rob era a un passo dal rifiutare:

«La prima volta che ho letto la sceneggiatura, ho pensato che non sarei stato capace di interpretare quel personaggio. Adoravo la sceneggiatura, ma ero spaventato. Gli ho detto che l’avrei chiamato dopo una settimana per dirgli se volevo la parte o no. Ho trascorso tutta la settimana a pensare a un modo per dire no. L’unica cosa che pensavo era “Senti, non posso farlo, perché sono un codardo e non so come recitarlo”. Poi ho detto sì, e che non sapevo niente della storia. Anche lui ha detto di non saperlo. Così abbiamo iniziato a collaborare da quel momento.»

Fonte: Cinemania/TwilightPoison