Come se l’attesa per l’esordio del Festival di Sanremo non fosse già ai massimi livelli, ecco una notizia dell’ultima ora: Roberto Benigni ha confermato ufficialmente la sua esibizione sul palco del Teatro Ariston. La presenza del comico toscano è prevista per la serata di giovedì, in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità Italiana.

L’annuncio è stato dato direttamente da Gianni Morandi durante la conferenza stampa di oggi, e al riguardo il presentatore ha dichiarato che Benigni molto probabilmente parlerà della storia d’Italia

Galleria di immagini: Conferenza stampa Sanremo 2011

“Ma non credo per sbeffeggiare, anche se poi uno come lui può fare quello che gli pare. […] Farà una cosa molto particolare, farà l’esegesi del canto degli italiani, l’Inno di Mameli: un gesto di grandissima generosità, sono sicuro che ci ha pensato molto e ha voluto essere generoso in questo”.

Come spesso accade, però, quando si parla di Beningi è stata subito sollevata la polemica sui compensi, proprio come era accaduto quando l’attore e regista era stato chiamato a “Vieni via con me“, direttamente da Roberto Saviano. Tuttavia, mentre in quell’occasione il premio Oscar aveva chiesto solo la cifra simbolica di un euro, stavolta la situazione è ben diversa. Indiscrezioni parlano di un cachet che ammonterebbe ai 200mila Euro, anche se la trattativa ancora non si è ufficialmente conclusa.

Il Direttore di Raiuno ha ammesso che le parti stanno cercando un accordo e che il clima è assolutamente pacifico, ma di certo questo non basta a sedare le polemiche. In particolare, alcuni esponenti della Lega hanno deciso di dire la loro sull’argomento, criticando aspramente i vertici Rai e la facilità con cui sarebbero disposti a versare cifre di tutto riguardo pur di avere Benigni sul palco. Il Senatore Monti, infatti, non ha usato mezzi termini e ha dichiarato

“Il patriota Benigni, con la sua morale di trenta minuti, prende il sessanta per cento in più dell’indennità di carica di un anno di un parlamentare italiano. Dove sono i moralisti? Dove sono quelli che pagano il canone? Dove sono i ricercatori, i cassintegrati, i precari e coloro che vivono con milleduecento euro al mese? Anche nel grande contenitore di precari come la Rai questo rientra nell’amor patrio?”