La prima giornata di Milano Moda Donna volge al termine e a Palazzo Spinola va in scena la collezione Primavera Estate 2017 di Roberto Cavalli disegnata da Peter Dundas. Da quando l’omonimo fondatore della maison fiorentina ha lasciato il timone, l’azienda ha conosciuto diversi scossoni al vertice, non ultimo l’arrivo del nuovo ad Gian Giacomo Ferraris, primo atto della nuova gestione del nuovo fondo Clessidra.

Nel frattempo, Peter Dundas, nuovo direttore creativo della maison arrivato nel marzo del 2015, sembrerebbe – secondo voci non confermate – in rotta di collisione con i vertici manageriali, alle prese con un calo del 14,2% del giro d’affari.

Nelle collezioni passate, lo stilista – metà norvegese e metà statunitense – ha ringiovanito il vocabolario Roberto Cavalli, dando nuova verve alle stampe, all’animalier, al floreale e a quella sensualità tipica della casa di moda nata a Firenze nel 1970.

Così, nella sontuosa sala del complesso di via San Paolo 10, già decantato da Stendhal per la sua bellezza, ecco che il talentuoso Dundras fa sfilare la sua collezione omaggio agli anni Settanta: ed è un tripudio di country, di boho chic, di figlie dei fiori e squaw superstiti e contemporanee, quasi a tributare un riconoscimento alla sua parte statunitense, a quella madre scomparsa durante la sua tenera età che così tante volte ha ricordato nelle diverse interviste.

«Ho iniziato guardando l’America e gli indiani, ma quando penso alle culture penso sempre a un viaggi. È un collage di viaggi, usando tante stampe messe insieme. Siamo in un momento in cui tutto è permesso. C’è libertà», ha detto lo stilista della collezione.

Nel gioco del mix & match ecco che compaiono anche morbidi kimono e il poncho (ricco di ricami e frange). L’arte del mescolare prosegue poi anche nei tessuti: denim con la pelle, jacquard con la seta. Vistosa tutta la parte della gioielleria, che si rifà ai monili tribali americani, ma anche ai gioielli vittoriani.

Galleria di immagini: Roberto Cavalli, le immagini della collezione Primavera Estate 2017

Non è difficile immaginare la donna Roberto Cavalli solcare decisa le strade californiane, all’ombra delle palme, in attesa del prossimo red carpet a cui prendere parte: eccola a passeggio con i suoi jeans a zampa e vita bassa, ora con profondo spacco al polpaccio ora ricamati o con intarsi patchwork, più formali i tailleur, come quello rosso in stampa animalier, senza mai dimenticare quella leggerezza giovanile e giovanilistica a cui nessuno dei capi rinuncia.

Le stampe prediligono le righe, rigorosamente verticali, indugiano nel floreale, si divertono in incursioni colorate dove il patchwork ha sempre la meglio.

Tante trasparenze, tanti colori, tanto oro, tutto da mixare in assoluta libertà. Molto presente la pelle, sia nel chiodo con borchie dorate, che nei pantaloni a zampa fermati con chiusura incrociata alla vita e lateralmente. Ai piedi, décolleté, sabot e stivali di camoscio colorati dal plateau altissimo.

Nulla di nuovo, rispetto alle due collezioni passate frutto dell’estro di Dundras. Cosa resterà di questa collezione Primavera Estate 2017? Probabilmente le sottili treccioline da portare a cornice del viso, le lunghissime e strettissime sciarpe di seta, dalle stampe più svariate – animalier compreso -, e quella voglia di sole e di libertà che si respira nella Città degli Angeli. Una sfilata per affezionati del genere con un solo enorme difetto: le modelle magre e deperite fino all’eccesso svuotano di senso quell’inno alla libertà che vorrebbe essere la collezione.