Roberto Cenci, autore e direttore artistico di trasmissioni di successo come “Io Canto” ed ex autore di “Ti lascio una canzone”, risponde alle critiche dell’ultimo periodo che lo accusavano di sfruttare bambini. I suoi principali detrattori lo accusano, infatti, di creare false speranze nei giovanissimi concorrenti, il tutto solo ed esclusivamente per ottenere successo di Auditel.

Facendo dei paralleli con esempi del passato, Cenci si difende rammentando gli inizi di Anna Tatangelo, che esordì appena 15enne a Sanremo, e afferma:

Ma, scusate, la Tatangelo non ha debuttato a Sanremo a 15 anni? E qualcuno ha alzato il ditino per dire che si sfruttava una ragazzina? Ma basta guardarli per capire che sono serenissimi e che si divertono un mondo. Per i più piccoli, quelli tra i cinque e i dieci anni, si tratta solo di un gioco. Per i più grandi di un’opportunità: perché non possono dar sfogo a una passione? Ramazzotti e la Pausini hanno iniziato giovanissimi.

L’autore, inoltre, evidenzia come curi anche gli aspetti psicologici dei giovani partecipanti, spiegando che il suo staff tenta in tutti i modi di far capire che quella che vivono i ragazzi è solo un’esperienza ludica. Precisando che i veri e propri trampolini di lancio per le carriere artistiche sono trasmissioni come “Amici“, mentre per il resto sono solo le famiglie e i ragazzi a decidere del loro futuro.