La sfida verbale tra Roberto Saviano e Roberto Maroni prosegue senza esclusione di colpi: Saviano in un’intervista a Repubblica ha infatti paragonato il ministro dell’interno al boss della camorra Sandokan Schiavone. Naturalmente non si è fatta attendere la risposta di Maroni, che ha subito minacciato una querela a meno che l’autore di “Gomorra” non smentisca le sue dichiarazioni.

Ma cos’è successo? Saviano ha affermato di essere molto inquietato dalle parole di Maroni che l’ha invitato a ripetere “guardandolo negli occhi” le sue accuse riguardo ai legami tra Lega Nord e ‘ndrangheta lanciate a “Vieni via con me“:

Mi ha ricordato un altro episodio. Su Repubblica scrissi una lettera a Sandokan Schiavone dopo l’arresto del figlio. Lo invitavo a pentirsi. L’avvocato di Schiavone mi rispose: voglio vedere se Saviano ha il coraggio di dire quelle cose guardando Sandokan negli occhi. Per la prima volta, da allora, ho riascoltato questa espressione. E sulla bocca del ministro dell’Interno certe parole sono davvero inquietanti.

Maroni risponde ironizzando, ma ventilando anche l’ipotesi di possibili querele:

Se dovessero invitarmi andrò vestito da Sandokan. […] Non ci voglio credere. Non posso pensare che sia vero. Voglio ancora credere a un refuso. Perché è troppo grave che Saviano mi paragoni a un boss della camorra. Chiedo a Saviano di smentire, altrimenti mi riservo ogni azione utile per tutelarmi di fronte a una frase così infamante.

Roberto Saviano ha quindi anche parlato del successo sorprendente e da record del programma:

Non sono un televisivo. Non so come questo miracolo avvenga. Fabio Fazio costruisce la grammatica della trasmissione, gran parte del merito è suo. Credo che a premiarci sia il pubblico giovane, la differenza vera la fanno loro. Sono contento che i giovani possano spostarsi su Rai Tre divertendosi e ascoltando delle storie. È la dimostrazione che si può rendere concreto il sogno di una TV diversa.