Se ne va in punta di piedi e con armonia una delle icone della musica televisiva e cinematografica italiana, il maestro Roberto Pregadio, noto alle giovani generazioni in particolare per aver diretto l’orchestra e suonato al piano del programma di Canale 5 “La corrida“.

Pregadio scompare a 81 anni, a seguito di una breve malattia. Lascia un’eredità musicale molto consistente, tra colonne sonore cinematografiche e spettacoli televisivi. Nato a Catania nel 1928, si diploma al Conservatorio di Napoli e diventa pianista dell’Orchestra della Rai nel 1960.

Ma la sua notorietà è dovuta soprattutto al suo rapporto proficuo con Corrado, conosciuto nel 1968, e con il quale da vita a “La corrida” radiofonica, per poi passare a quella televisiva, in cui rappresentava l’ironico commentatore di talenti e stonature, lanciandosi in improbabili duetti e lasciandosi corteggiare a malincuore dalle vallette improvvisate un po’ in là con gli anni.

Dal 2009, aveva lasciato “La corrida”, perché la produzione voleva affiancargli il maestro Vince Tempera, dato che Pregadio era ormai avanti con gli anni. Decise comunque di restare in TV, con “Italia allo specchio” e “I raccomandati“. Pupo, che conduceva quest’ultima trasmissione, ha commentato all’Adnkronos:

Era un artista di altri tempi.

Di lui resta anche il ricordo di un gruppo, il Sestetto Swing di Roma, con Franco Chiari al vibrafono, Baldo Maestri al clarinetto, Carlo Pes alla chitarra, Alessio Urso al contrabbasso e Roberto Zappulla alla batteria.