La lotta alla mafia è passata anche da “Vieni via con me“, la trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano. L’apprezzato scrittore napoletano ha voluto ricordare Giovanni Falcone ma, tirando in mezzo un titolo della testata “Il Resto del Carlino” del 1992, ha fatto letteralmente un buco nell’acqua.

Nel suo intervento Saviano, con l’aiuto di articoli e filmati dell’epoca, ha ricordato come ai tempi il magistrato venne isolato e lasciato solo da politici, giornalisti e cittadini per il suo lavoro contro la mafia. In un passaggio preciso, l’autore di “Gomorra” ha mostrato un titolo de Il Resto del Carlino del 1992, “Falcone, una fama usurpata“, per rafforzare ulteriormente la sua tesi.

Questo passaggio non è piaciuto al quotidiano e alla dirigenza, che dalle parole di Marco Leonelli, direttore del Resto del Carlino proprio dal 1992, ha tenuto a precisare che quelle frasi non erano state dette dal suo giornale ma piuttosto erano motivazioni del CSM. Il virgolettato nel titolo era ben leggibile ma, secondo Leonelli, Roberto Saviano l’ha volutamente omesso, così come l’occhiello dove si riportava esplicitamente la citazione del Consiglio Superiore della Magistratura.

Continua Leonelli:

Purtroppo però l’altra sera il primo a gettare fango, molto fango, è stato Saviano. Se voleva portare acqua al suo discorso, Saviano ha fatto proprio un buco e soprattutto ha inficiato con questa colpevole leggerezza tutto quanto voleva dimostrare. Così si danneggia piuttosto l’immagine di una delle voci da sempre più libere e oneste del panorama della stampa italiana.