Un difetto che sicuramente non ha Roberto Saviano è quello di tacere quello che pensa. Spesso lo scrittore parla ed esprime le sue opinioni senza curarsi delle eventuali conseguenze, perché, lo sappiamo, preferisce dire la sua, spesso a discapito del proverbiale quieto vivere. Questa sua naturale schiettezza gli ha procurato non pochi problemi, non solo per quello che riguarda la sua vita privata, ma anche in relazione alla sua immagine pubblica.

Galleria di immagini: Roberto Saviano

Se prima, infatti, Saviano era stato preso come modello dal PD, non solo dopo Gomorra, ma anche dopo aver scritto su Repubblica una lettera aperta al Presidente del Consiglio criticandone il progetto di legge sul processo breve, recentemente sembra andare contro ad alcuni fra i più classici ideali della sinistra. Così, dopo aver dichiarato di apprezzare quanto fatto da Roberto Maroni contro la criminalità organizzata e di stimare il pensiero di alcuni grandi filosofi di destra, ora Saviano ha detto la sua anche sulla questione Palestinese, schierandosi più che apertamente a favore di Israele.

Lo scrittore ha, infatti, partecipato alla giornata celebrata a Roma “Per la verità, per Israele” ed è stato accusato di essersi così schierato a favore della posizione assunta da Israele in Medio Oriente e, allo stesso tempo, di aver così voltato le spalle alle sofferenze e le ingiustizie che quotidianamente si consumano contro uomini, ma sopratutto donne, palestinesi e di essere complice dell’apartheid israeliana.

A pochi giorni dalla notizia choc delle violenze perpetrate dall’esercito israeliano nei confronti delle donne palestinesi, quando alcuni soldati hanno legato e sbeffeggiato alcune ragazze islamiche, lo schieramento di Roberto Saviano non può che risultare quantomeno sorprendente. Questo non tanto per le idee espresse, visto che lecitamente si può optare per l’una o per l’altra fazione, ma per aver dimenticato questa ennesima violenza nei confronti delle donne. Abusi sulle donne che recentemente sono sfociati nell’arresto e nella deportazione di Mairead Maguire, premio Nobel per la pace.

Inutile immaginare, dunque, le reazioni indignate di chi, prima di questo repentino cambio di rotta, pensava che Saviano fosse la perfetta incarnazione degli ideali di sinistra. I commenti vanno da “criminale camorrista al soldo di Israele” a inviti a togliere la scorta allo scrittore, alle ipotesi di complotto secondo cui in realtà egli vivrebbe dietro costante protezione israeliana. Non bisogna nemmeno dimenticare chi vede il tutto in un’ottica più commerciale, ipotizzando che quella di Saviano sia stata un’oculata scelta per vendere di più.

Di certo nemmeno i portavoce di Gaza sono rimasti a guardare e hanno, anzi, attaccato ferocemente lo scrittore. Ciò che ha principalmente indispettito i portavoce Palestinesi è stata non solo la partecipazione di Saviano al convegno organizzato dai coloni israeliani, ma soprattutto il suo silenzio sulla pulizia etnica che Israele sta operando da 60 anni in Palestina. Effettivamente, un discorso a senso unico da chi è famoso per non tacere mai nulla circa le ingiustizie politiche e sociali, è una vera stranezza.

Qui di seguito il video di risposta di Gaza alle affermazioni di Saviano: