Il clamoroso successo del programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano, “Vieni via con me“, sta facendo parlare anche all’estero. Il prestigioso Financial Times ha infatti pubblicato un articolo intitolato “The TV show that shocked Italy” in cui è stato intervistato lo scrittore, già parecchio apprezzato in tutto il mondo per “Gomorra”.

John Lloyd, il giornalista che ha incontrato Saviano, nel suo articolo scrive che l’incredibile consenso di pubblico ottenuto dal programma “è il segno di una rivolta civile” e per questo ha generato anche:

Odio, lo stesso che attirano tutte quelle persone che provano a sovvertire il clima dominante. […] Il programma ha toccato le corde giuste al momento giusto: gli italiani sono disillusi da un governo che ha più promesso che fatto, il Premier appare debole e il suo peso nei media è messo in discussione dai giovani come mai prima. È forse troppo presto scrivere che Berlusconi che è nato grazie alle TV potrebbe morire proprio a opera delle TV. Ma presto potrebbe essere così.

Nell’intervista, Roberto Saviano ha parlato della reclusione in cui è costretto a vivere e della situazione politica italiana, negando però un suo possibile ingresso in politica:

Vivo in questo modo per tutto il tempo. Non è perché pensi che i politici siano tutti venali: certamente qualcuno di loro è corrotto ma ne conosco tanti che fanno tutto il possibile per migliorare il Paese. […] Ho nemici sia a destra che a sinistra, che giudicano i miei scritti contro la mafia eccessivi e anti-patriottici.

Infine, Saviano parla anche in maniera secca del presidente del Consiglio:

Berlusconi è finito.