Non erano bastate le dichiarazioni di Carlo Giovanardi a far infiammare il clima politico sul tema dell’omosessualità, oggi scende in campo anche Rocco Buttiglione. L’argomento di discussione è sempre il riconoscimento giuridico delle coppie gay ma, questa volta, non è solo il colosso nordico Ikea ad essere al centro di fuochi incrociati.

Nocciolo della nuova querelle in salsa omofoba sono i contributi per i fondi pensione: secondo il politico sarebbero le famiglie eterosessuali a pagarli per la popolazione gay e per gli altri nuclei familiari privi di figli. Una dichiarazione che ha subito sollevato le proteste di altri partiti politici e dell’associazionismo GLBT, considerando oltretutto come i lavoratori omosessuali provvedano autonomamente ai contributi pensionistici, così come qualunque altro cittadino che regolarmente versa le tasse.

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“Quando i bambini delle famiglie tradizionali sono grandi pagano tasse e contributi anche per le pensioni e l’assistenza sanitaria di quelli che i bambini non li hanno avuti e che hanno avuto molti soldi in più durante la vita. Sennò da dove pensiamo che si prendano i soldi per pagare le pensioni ai gay?”

La boutade ha generato le più accese reazioni di sdegno, in particolare dall’onorevole Franco Grillini de l’Italia dei Valori, il quale ha condannato quelle che considera delle vere e proprie stupidaggini:

“Dopo le sciocchezze gigantesche di Giovanardi, adesso ci tocca pure ascoltare le baggianate di Buttiglione che, non contento di tutte le corbellerie dette finora contro gli omosessuali, questa sera ha aggiunto la perla sulle pensioni di cui i gay godrebbero grazie agli eterosessuali”.

Il presidente nazionale di Arcigay, Paolo Patanè, ha rincarato la dose, sottolineando come una parte del mondo politico stia sfruttando la questione gay per generare consenso in vista delle incerte imminenti elezioni amministrative:

“La dichiarazione oltre che assurda rappresenta una offesa al buonsenso. Comprendiamo l’ansia da amministrative che ossessiona gran parte del mondo politico italiano. Non ci prestiamo però a questa squallida ricerca di visibilità costruita sull’aggressione a migliaia di gay lesbiche e trans di questo Paese. Invitiamo i fondamentalisti cattolici a ritornare ai temi amministrativi che interessano gli italiani anziché giocare con frasi spot deliranti sulla pelle di omosessuali, lesbiche e transessuali”.

In definitiva, sembra che la politica sia ancora lontana dal proporre un concetto di inclusione e tolleranza che consideri tutti i cittadini allo stesso livello, senza distinzioni culturali, di orientamento sessuale e quant’altro. In effetti, le critiche mosse da Buttiglione appaiono pretestuose, perché non vi è alcuna ragione di credere che la famiglia tradizionale debba sobbarcarsi il peso delle pensioni degli altri nuclei. Così, come nel caso Giovanardi, appare forse esagerato appellarsi all’offesa della Costituzione per una coppia di uomini mano nella mano.