Grande successo di presenze per “Se non ora, quando?”, la manifestazione nazionale per supportare la dignità della donna. L’evento, in corso dalle 14 nelle principali città italiane, ha accolto i favori di un’ampia parte della società: Piazza del Popolo a Roma, ad esempio, è affollatissima. E, insieme alla capitale, altre 230 città italiane hanno aderito all’iniziativa, tra cui Milano, Firenze, Bologna, Parma, Pesaro, Napoli e Catania. Tantissime anche le iniziative all’estero, tra cui spiccano le manifestazioni a Tokio e a Parigi.

Un evento di piazza che trova una grande eco mediatica, almeno su Internet, grazie al liveblogging gestito da Current. In televisione, invece, solo Repubblica TV sta donando la giusta rilevanza alla protesta, con una diretta senza censure sul canale 50 del digitale terrestre.

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Sul palco si avvicendano i discorsi di Cristina Comencini, Giulia Bongiorno, Susanna Camusso, Katiuscia Marini, Lunetta Savino e di molte altre donne, guidate dalla splendida conduzione di Angela Finocchiaro. La presenza femminile, inoltre, è assolutamente trasversale alle appartenenze politiche, religiose o professionali.

Le donne sono unite per chiedere che il genere femminile non venga considerato come un giocattolo sessuale sfruttato dalla politica. Le italiane, infatti, rivendicano il diritto al rispetto e all’equità, anche lavorativa: così come la Finocchiaro ha sottolineato durante il suo intervento, gli stipendi sono molto lontani dall’eguagliare la controparte maschile e, anche in politica, il ruolo è nettamente sottostimato rispetto al resto d’Europa. La donna oggi viene considerata solo per la bellezza esteriore, per la promiscuità dei suoi rapporti, per il livello di trasgressione sessuale che raggiunge sia in pubblico che in privato. Una donna che viene identificata solo come prostituta ai servizi degli uomini, anziché come fondamentale risorsa d’evoluzione.

Susanna Camusso, l’attuale leader della Cgil, ha invece risposto alle critiche di Giuliano Ferrara, lanciate ieri dal palco del Teatro dal Verme di Milano. Alle accuse di “puritanesimo” e “moralismo” lanciate dal giornalista, la Camusso ricorda i blocchi del Governo all’evoluzione femminile, tra cui la legge sulla fecondazione assistita, i limiti all’utilizzo della pillola del giorno dopo e lo svilimento professionale e umano della donna in ogni ambito di vita.

Moltissimi anche gli uomini che hanno deciso di supportare amiche e compagne in questa protesta educata in piazza. La sensazione, in definitiva, è che non si possa più attendere per portare la donna sul gradino più alto della scala sociale perché non solo mamma, ma anche cardine dello sviluppo di una nazione.