L’Italia è decisamente arretrata, tra i Paesi europei, sulla questione omosessualità e coppie di fatto: non vi è infatti ancora un riconoscimento, una qualsiasi forma di tutela per loro. Accade per ora, e fin troppo spesso, che questi vengano presi di mira, aggrediti e odiati senza alcun motivo.

E anche se dovremmo essere un popolo più che civile, la verità è che un ragazzo o una ragazza gay non ha attualmente gli stessi diritti e lo stesso rispetto di un cittadino eterosessuale. La vicenda che nella notte tra sabato e domenica scorsa è avvenuta in quel di Roma, a bordo dell’N8 in zona Trastevere, ne è in tal senso un chiaro esempio.

L’episodio riguarda Mattia C., 22 anni, studente e volontario all’Arcigay di Roma. Mattia è stato insultato e aggredito da un gruppo di quattro ragazzi poco più grandi di lui a bordo dell’autobus in zona Trastevere. “Fai schifo perché sei gay“, dicevano questi quattro coetanei, ma quando il giovane ha provato a difendersi dagli insulti è stato colpito ripetutamente, preso per il collo e fatto scendere dall’autobus. Sconcertante.

Ciò che lascia abbastanza di stucco è la reazione degli altri passeggeri sull’autobus: non una parola, non un gesto per aiutare il giovane in difficoltà, ma soltanto tanta indifferenza. L’Italia in generale e Roma, che nel corso degli ultimi tempi è stata purtroppo teatro di diversi episodi di omofobia, non può e non deve restare indifferente a questo tipo di episodi e sono necessari provvedimenti che cerchino di sensibilizzare la gente attraverso campagne antiomofobia.

Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay di Roma, ha tra l’altro fatto notare come la maggior parte delle vittime non denuncia mai gli episodi di omofobia per paura della reazione della propria famiglia o dei colleghi al lavoro, cosa indubbiamente vera, ma che non dovrebbe mai accadere. Purtroppo in Italia non esistono leggi che prevedano sanzioni pesanti nel caso di aggressioni motivate da odio nei confronti di lesbiche, gay e transgender, ma denunciare è sicuramente d’obbligo e rappresenta il primo passo per tentare di uscire fuori da questa situazione.

A tal proposito ricordiamo ciò che è successo alla giovane 18enne Costanza McMillen, che ha dovuto rinunciare al ballo scolastico di fine anno perché non era previsto dalla dirigenza che ci andasse con un’altra ragazza. L’America conservatrice un po’ si è scossa, l’Italia quando lo farà?