Nuovo caso di malasanità nella Capitale, questa volta, l’ospedale finito nell’occhio del ciclone è il San Giovanni. Vittima un neonato nato prematuramente.

La madre del neonato, di origini filippine e al settimo mese di gestazione, si era recata all’ospedale Grassi di Ostia in seguito alla rottura delle acque. Poiché il bambino era nato prematuro e necessitava delle cure adeguate si è optato per il trasferimento nel reparto di neonatologia del San Giovanni di Roma.

Qualcosa però non è andato per il verso giusto e il bambino è morto poco dopo il ricovero. La causa della morte è stata l’iniezione di latte al posto di una soluzione fisiologica, un errore che è costato la vita all’infante. Le autorità sono state avvertite solamente qualche giorno dopo il fatto, grazie a un addetto alla direzione, che ha notato qualcosa di strano nella cartella clinica del neonato.

Per ora le inchieste aperte sono tre. Come prima cosa è stata avviata un’indagine interna per far luce sull’accaduto, inolte il Ministero della Salute ha indetto un’ispezione per appurare l’andamento dei fatti. La Regione Lazio invece ha richiesto una relazione in cui siano contenute tutte le informazioni amministrative al fine di eliminare dalla lista dei sospetti le persone ritenute non colpevoli.

Verrà interrogata anche la madre, per cercare di capire come mai non abbia esposto subito una denuncia nei confronti dell’ospedale. A causa di questa mancata denuncia si sospetta che la donna volesse disfarsi del bambino.

Fonte: Corriere Roma