La ricostruzione post terremoto, l’Ilva, le malattie rare. Questi e tanti altri gli argomenti affrontati ogni giorno dal programma televisivo Romanzo Familiare, il primo reality interamente dedicato alla famiglia, in onda dal lunedì al sabato alle 19 su Tv2000 (canale 28 del digitale terrestre e 142 di Sky).  

L’intento del programma, condotto da Arianna Ciampoli e Antonio Soviero, è infatti quello di aprire una finestra quotidiana sulle gioie e sulle fatiche delle famiglie italiane.

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La difficile vita dopo il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna è stata raccontata attraverso la storia della famiglia Equabile, che abita a Novi di Modena e si vede costretta a pagare il mutuo nonostante la propria casa sia stata resa inagibile  dal sisma e quindi rasa al suolo per motivi di sicurezza. A questo proposito è stata mostrata nella sua drammaticità la situazione in cui versa la regione, con i commercianti e gli imprenditori costretti a lavorare in una situazione di estrema precarietà.   

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Attraverso la famiglia Morgante di Taranto viene invece narrata la difficile questione dell’Ilva, i cui dipendenti  si vedono costretti a una scelta ardua, ossia quella tra il diritto al lavoro e il diritto alla salute. Sembra intanto aprirsi uno spiraglio di speranza per i tanti lavoratori dell’Ilva: nonostante l’autorità giudiziaria abbia sottoposto a sequestro preventivo lo stabilimento per la violazione delle norme a tutela della salute e dell’ambiente, la produzione non si fermerà grazie al cosiddetto decreto “Salva Ilva”, varato dal Governo. Grazie a questo provvedimento, l’Ilva potrà procedere agli adempimenti ambientali e alla produzione e vendita secondo i termini dell’autorizzazione integrata ambientale.

L’argomento più toccante, per i risvolti umani e sociali che comporta,  è quello relativo alla storia di Daniela Vitolo, una ragazza di 29 anni residente in Campania, nel comune di Angri: sette anni fa si è ammalata di Mcs, sensibilità chimica multipla. Si tratta di una sindrome multisistemica di intolleranza ambientale totale alle sostanze chimiche. Daniela si vede costretta a vivere in montagna, in ambienti faticosamente adattati per rimuovere qualsiasi traccia chimica, il che significa eliminare tutto, dai detersivi ai mobili.

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La ragazza è notevolmente sottopeso a causa della dieta rigida che è costretta a seguire e che implica anche costi molto alti. Le persone affette da questa patologia, oltre a lottare per la sopravvivenza, si vedono costrette quasi a elemosinare il riconoscimento ufficiale della loro malattia. Daniela ha un sogno, peraltro assolutamente realizzabile: poter vivere in una residenza appositamente costruita in linea con i parametri richiesti da questa patologia. Ciò permetterebbe a tutte le persone ammalate di Mcs di avere accesso a uno standard di vita finalmente improntato al benessere e alla normalità a cui aspirano.

Tra le tante storie raccontate, anche quella dell’europarlamentare Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe Alfano, trucidato dalla mafia l’8 gennaio 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto. Sonia Alfano, insieme al fratello Chicco, tiene viva la memoria del padre e lotta in prima fila contro la mafia anche attraverso l’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia. Come diceva Giovanni Falcone:

Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.