Ieri vi avevamo anticipato che oggi, 16 giugno, ci sarebbe stato un presidio davanti alla sede romana delle giunta regionale e della governatrice del Lazio Renata Polverin.

L’associazione “Vita di Donna Onlus“, infatti, insieme alla Cgil di Roma aveva organizzato la protesta dopo la decisione della Polverini di sospendere la somministrazione della pillola abortiva Ru-486 fino a quando non si fosse stabilito quanti e quali fossero gli ospedali pronti ad accogliere le mamme in difficoltà.

Renata Polverini avrebbe dovuto ricevere in mattinata la delegazione di “Vita di Donna” per discutere della questione e per informarli dei prossimi sviluppi. Ma ciò non è avvenuto e, così, le manifestanti hanno dovuto attendere fuori per ore. La presidente di “Vita di Donna Onlus”, Elisabetta Canitano, ha infatti affermato:

Ci avevano promesso che ci avrebbero ricevuto e invece ci hanno lasciato qui ad aspettare per ore.

E ancora:

Chiediamo a Renata Polverini di ricevere una nostra delegazione per conoscere i tempi in cui intende consentire agli ospedali romani di somministrarla, rispettando la libertà di scelta e trattamento delle donne.

Il grave problema sembra risiedere nel fatto che le donne del Lazio che hanno deciso di abortire sono costrette a spostarsi in qualche altra Regione vicina per poterlo fare e, nel peggiore dei casi, a interrompere chirurgicamente la gravidanza esponendosi a gravi rischi.

Stando ai dati dell’associazione “Vita di Donna Onlus“, il numero di donne che prendono ogni anno un decisione così dolorosa è di circa 16 mila.

Secondo le nostre stime sono centinaia le donne che nel Lazio aspettano la Ru-486. Al momento la Polverini sta costringendo queste donne a emigrare dalla regione o a sottoporsi ad aborti chirurgici, più pericolosi.

Non resta che attendere, ora, una risposta valida e soddisfacente da parte della Regione Lazio.