Il polverone mediatico che in questi giorni è stato sollevato sulla pillola abortiva RU486 ha creato due fazioni: la prima vorrebbe bloccare la somministrazione del farmaco, la seconda sostiene la libertà d’arbitrio della donna e il rispetto della relativa legge.

Ieri, a Bari, una 25enne è stata la prima donna ad assumere la pillola abortiva in regime ordinario, come da suo diritto in base alla legge 194. Molti medici precisano, inoltre, che non rispettare tale legge è reato.

La donna che ha assunto la RU486 è stata ricoverata in ospedale: avrebbe potuto rimanervi tre giorni, ma la sua decisione è stata quella di firmare per uscire dall’ospedale, senza usufruire del ricovero suggerito dal Consiglio Superiore della Sanità, e ha potuto farlo. La giovane, che non comprende il grande interesse mediatico che le si è creato intorno, ha domandato all’équipe di medici che la segue di mantenere la massima privacy possibile.

E mentre la ragazza usufruiva del suo diritto, fuori dall’ospedale alcune persone seguaci della Comunità Papa Giovanni XXIII hanno manifestato contro la somministrazione del farmaco, contro l’aborto e agitando un cartello che recitava “Ru486 il veleno che uccide i bambini”.

Nel frattempo Ferruccio Fazio, Ministro della Dalute, ha dichiarato:

Ho già avvisato le regioni che se non seguono certi percorsi e non rispettano la legge, commettono reato. Abbiamo già notificato il parere del Consiglio Superiore di Sanità alle regioni, perché ci facciano avere la loro valutazione, che stiamo ancora aspettando, visto che al momento lo ha fatto solo una regione.