Il computer di Ruby Rubacuori, la ragazza marocchina che secondo i magistrati avrebbe avuto rapporti a pagamento con Silvio Berlusconi, è una fonte inesauribile di sorprese.

Gli inquirenti avrebbero infatti trovato al suo interno un file utilizzato come diario personale, e su cui Karima El Marough (questo il suo vero nome) avrebbe annotato diligentemente le memorie degli incontri con il Presidente del Consiglio.

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Secondo i PM si potrebbe trattare di una sorta di copione da recitare davanti ai magistrati, in quanto nel file ci sarebbe traccia dei doni ricevuti, delle modalità degli incontri, e anche alcune considerazioni sullo scandalo scoppiato a causa della sua minore età al momento dei fatti. Soprattutto queste ultime valutazioni politiche appaiono piuttosto lontane dalla mentalità diciottenne di Ruby, e sembrerebbero piuttosto dei suggerimenti forniti da qualcuno.

Il diario era contenuto nella cartella denominata “3.9”, e ha attirato l’attenzione degli inquirenti grazie alla prima frase scritta riportata anche nel nome del file:

“Ho conosciuto Emilio Fede nei vari concorsi di bellezza a…”

Ruby sembra raccontare una versione edulcorata di quello che già aveva raccontato ai PM nei primissimi incontri:

“Ho conosciuto Emilio Fede nei vari concorsi di bellezza a cui ho partecipato (miss Muretto, miss Curva del Sud, miss Venere). Lo stesso Fede mi diede il suo contatto promettendomi lavoro a Milano. Il sig. Fede mi portò nell’agenzia di Lele Mora” (…) Lo stesso Mora si dimostrò molto favorevole al mio inserimento nella sua agenzia facendomi poi lavorare al Chiambretti Night, ignaro del fatto che io fossi minorenne. Nei tre mesi successivi venivo chiamata da M. Z., segretario della lM production, per partecipare a diversi programmi TV, tra i quali: “La pupa e il secchione”, “L’isola dei famosi”, “Il Grande Fratello”.

Fin qui, nessun fatto scioccante coinvolge Ruby e i vari personaggi dello scandalo escort che hanno interagito con lei. La narrazione però continua svelando parte delle cene di Arcore, compreso il bunga bunga:

“Dopo alcuni giorni mi chiamò Mora per dirmi che avrei dovuto andare a una cena. Io pensavo che sarebbe stata una cena dove avrei dovuto fare immagine. Invece la sera stessa mi vennero a prendere a casa due auto di cui una dei carabinieri e una con autista per accompagnarmi a casa del presidente Silvio Berlusconi. Il presidente mi accolse in maniera molto calorosa con molti complimenti. Alla serata parteciparono circa 30 ragazze. Cenammo con musica dal vivo e il presidente mi dedicò anche una canzone. A fine cena saremmo dovuti andare al bunga bunga (il suo harem personale, nome copiato dal suo caro amico libico Gheddafi). lo mi rifiutai dicendo che volevo andare a casa. Il presidente mi chiamò nel suo studio e mi disse che avrebbe potuto cambiare la mia vita. Risposi che avrei accettato se lo avesse fatto per umanità ma non per avere un tornaconto. Si mise a ridere e con tono sarcastico mi disse che non cercava tornaconto e che lui poteva avere tutto quello che voleva. lo gli risposi che io non ero tra “quel tutto”. Si mise a ridere e mi diede una busta. Arrivata in auto vi trovai un collier d’oro con diamanti di Damiani insieme a 46 mila euro. Ritornai a casa del presidente altre 3 volte.

Non è dato sapere la natura di questi scritti, se si tratti perciò di un resoconto spontaneo o di un documento suggeritole da qualcuno. Gli inquirenti, tuttavia, lo ritengono significativo per il processo che comincerà il prossimo 6 aprile.