A poco meno di 24 ore dalla conferma della citazione in giudizio di Silvio Berlusconi, prevista per il prossimo 6 aprile, il mondo politico è in subbuglio. Nel frattempo, emergono nuove rivelazioni sul Rubygate, lo scandalo sessuale che vede per protagonisti proprio il Premier e la marocchina Ruby Rubacuori, ora protagonista dei nuovi spot de “Il labirinto femminile“.

È il sito de La Repubblica a svelare nuovi dettagli sugli interrogatori che hanno coinvolto la Rubacuori. A quanto ne emerge, Silvio Berlusconi sarebbe stato pienamente consapevole della minore età della marocchina e, proprio per questo, avrebbe proposto di nascondere il tutto sotto la menzogna della parentela con l’ex presidente egiziano Mubarak.

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Il primo incontro tra Ruby e Berlusconi avviene un anno fa, ovvero il 14 febbraio 2010. In questa occasione, il Premier conforta la giovane promettendole una vita migliore e, a quanto sembra, le avrebbe addirittura consegnato una busta contenente 50.000 euro.

“Berlusconi mi prese da parte e mi condusse in una stanza dove restammo soli. Mi disse che la mia vita sarebbe cambiata e, anche se non ha mai parlato esplicitamente di rapporti sessuali, non è stato difficile per me capire che mi proponeva di fare sesso con lui”.

Queste le dichiarazioni rilasciate dalla giovane agli inquirenti lo scorso agosto. Nella situazione narrata, però, Berlusconi non poteva essere al corrente dell’età della Rubacuori, perché lei stessa conferma di aver mentito spacciandosi per una ventiquattrenne.

Qualche tempo dopo, però, la verità viene a galla. Ruby viene informata della possibilità di un appartamento gratuito, bloccato per cinque anni, alla residenza de L’Olgettina in Milano 2. Non potendo intestare un’abitazione a una minorenne, la giovane decide di svelare la propria vera identità al Presidente del Consiglio:

“Fino a quel momento, la sera del 14 febbraio, Berlusconi sa che ho 24 anni. La volta successiva, mi ricordo era in marzo, l’autista di Emilio Fede viene a prendermi in via Settala, dove abitavo allora. Torno ad Arcore e là, parlando con le altre ragazze invitate, vengo a sapere che chi stava con lui, con Silvio, poteva avere la casa gratis. Alcune ragazze mi dissero di avere avuto a Milano 2 un appartamento con cinque anni di affitto pagati. […] A Berlusconi avevo detto falsamente di avere ventiquattro anni e di essere egiziana. Quando mi propone di intestarmi quella casa, dovevo dirgli come stavano le cose. Non potevo più mentire. Gli dissi la verità: ero minorenne ed ero senza documenti. […] Dirai a tutti che sei la nipote di Mubarak così potrai giustificare le risorse che ti metterò a disposizione.”

Questa trama rimane segreta per molti mesi, fino a quando la Procura di Milano non inizia a indagare sul conto del Premier e sulle misteriose vicende di Arcore, che hanno visto coinvolti volti noti dello spettacolo ed esponenti più o meno illustri della politica. La conferma arriva agli inquirenti a maggio, con la famosa telefonata fatta da Berlusconi per togliere la Rubacuori dal controllo della questura e affidarla a Nicole Minetti. È proprio in quell’occasione, infatti, che il Presidente si tradisce confermando le ipotesi sul finto rapporto parentale con l’ex leader egiziano.

È giusto precisare, al termine di questa ricostruzione, come i fatti narrati siano tratti dalle dichiarazioni della giovane marocchina che, teoricamente, potrebbero essere veritiere come altrettanto false. Bisognerà attendere il processo vero e proprio di aprile per scoprire, si spera con certezza, cosa sia davvero successo in quel di Arcore.