Il Rubygate potrebbe finire nello stesso modo con cui è iniziato: il coinvolgimento di VIP illustri. Se ad aprire le danze sono stati i sospettosi comportamenti di Emilio Fede e Lele Mora, a testimoniare in aula saranno altre celebrity legate fra di loro: Elisabetta Canalis, George Clooney e Belen Rodriguez.

Sono più di 78 i nomi dei testimoni depositati questa mattina alla Procura di Milano dai difensori del Presidente del Consiglio. Fra essi, molti politici e altrettanti personaggi di spicco del mondo dello spettacolo. A partire dal 6 aprile, data di inizio del processo, ci si attende perciò un via vai di stelle dai locali giudiziari del capoluogo meneghino.

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Spiccano anche esponenti dello stesso partito di Silvio Berlusconi, l’imputato di questo processo: Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, infatti, sono state chiamate in qualità di persone informate sulle cene di Arcore. Dovranno illustrare alla corte le modalità di questi eventi “conviviali”, sebbene sia assolutamente certa la loro estraneità al circolo di prostituzione, anche minorile, che presenziava nei salotti del Premier.

Elisabetta Canalis e il compagno George Clooney, insieme a Belen Rodriguez, Aida Yespica e Barbara D’Urso, sarebbero stati convocati perché invitati ad alcune di queste cene. Qualche settimane fa, tuttavia, l’ex velina aveva negato di aver mai partecipato a feste nella residenza del Presidente del Consiglio.

A fare da contraltare alla lista della difesa, è stata depositato anche l’elenco stilato dalla Procura. Il numero di teste sarebbe decisamente più corposo, ben 132 individui. Fra questi, non potevano che emergere i nomi di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, più le altre 32 presunte escort colleghe di Ruby Rubacuori. Esclusa invece Nadia Macrì, la più mediatica delle ragazze coinvolte nello scandalo prostituzione, perché le sue dichiarazioni non sono state ritenute fonti di prova.

Nel frattempo, emergono interessanti dettagli sulla copertura televisiva di uno dei processi più attesi, in negativo e in positivo, dall’opinione pubblica. I procuratori aggiunti Ilda Boccassini, Pietro Forno e il PM Antonio Sangermano hanno negato la presenza delle telecamere ai dibattimenti, perché potrebbero inficiare la validità dei testimoni. Garantita, invece, una copertura in aula da parte di Rai, che dovrà provvedere a proprie spese a inoltrare il materiale raccolto agli altri network.