La Procura di Milano ha richiesto il rinvio a giudizio per Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, protagonisti del caso Ruby, con l’accusa di favoreggiamento e induzione alla prostituzione nonché di prostituzione minorile. Quasi un colpo di scena per i tre ormai coinvolti nel caso.

Le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche delle conversazioni tra il premier Silvio Berlusconi non sono ancora state depositate a favore della difesa legale. A tale proposito, il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati ha dichiarato l’intenzione di depositarli quanto prima:

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“Il procedimento di trascrizione e stralcio può essere fatto fino all’udienza preliminare o al dibattimento e tutte le telefonate, comprese quelle che riguardano Berlusconi, possono essere depositate fino all’udienza preliminare o al dibattimento.”

Molto probabilmente, il processo di trascrizione è stato rivisto per evitare errori di attribuzione delle conversazioni ai personaggi della vicenda. Proprio una settimana fa, infatti, fu attribuita a Emilio Fede una conversazione avvenuta tra Lele Mora e Ruby con conseguente bufera mediatica sull’errore della Procura.

Dopo aver indagato sulla vicenda, Bruti Liberati ha giustificato l’accaduto come un errore di trascrizione in una copia informale successivamente depositata come prova: i documenti originali, quindi, sono corretti e senza alcun errore.

Secondo i legali di Emilio Fede, il mezzobusto di Rete 4 verrà completamente prosciolto essendo le accuse completamente infondate:

“L’impianto accusatorio è totalmente infondato e che negli stessi atti vi è la prova del non coinvolgimento di Emilio Fede in nessuna delle vicende di cui è chiamato a rispondere: il giudice per l’udienza preliminare, di conseguenza, non potrà che proscioglierlo da ogni accusa”.