Non sembra placarsi il ciclone che da qualche tempo ha travolto Karima El Marough, la giovane marocchina famosa con il nome d’arte di Ruby Rubacuori, che è salita agli onori della cronaca a causa della sua posizione nello scandalo per il quale è stato indagato, insieme ad altri nomi noti, anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi accusato, tra le altre cose, di aver ricevuto prestazioni sessuali dalla giovane quando ancora era minorenne.

E mentre il nome e le foto della ragazza rimbalzano da un giornale all’altro a Letojanni, paese in provincia di Messina, la famiglia di Karima decide per la prima volta di parlare di lei durante un’intervista rilasciata al settimanale Vanity Fair e disponibile nel numero in edicola da domani.

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È proprio il padre a sfogare il risentimento represso negli ultimi mesi, dichiarando il turbamento causato dal comportamento sconsiderato della figlia.

“Fatico a lavorare. Tutti mi guardano e dicono: ‘Vedi, è lui, è quello il padre’ e io sento tanta vergogna“.

Così ha detto l’uomo, aggiungendo poi che da molto tempo che Karima non risponde più al telefono appena sente parlare in arabo.

“Sua madre l’ha chiamata due giorni fa e anche oggi. Ma appena sente arabo attacca il telefono.”

Zahara detta Naima, la madre di Ruby, ha addirittura deciso in un primo momento di lasciare il piccolo paese siciliano con i tre figli più piccoli a causa del disagio causata dal continuo bombardamento mediatico riguardante la vita della ragazza ma, stando a quanto dichiarato dall’uomo, sarebbe tornata da poche settimane benché i concittadini l’abbiano a malapena vista per le vie di Letojanni.

Il padre di Karima ha poi parlato della situazione economica della famiglia che, a quanto pare, non è delle migliori. Lui stesso ha poi sottolineato come la figlia non ha mai mandato soldi per cercare di sostenere i suoi genitori e fratelli che, nonostante tutto, non possono tornare in Marocco anche a causa della scarsità di lavoro che colpisce la nazione.

“Karima si è dimenticata di noi. Tornare in Marocco non si può perché non c’è lavoro e poi servirebbero cinquantamila euro per fare il viaggio, comprare un camion per lavorare là. Però resta tanta vergogna”.

Nel paese però non mancano i sostenitori di Karima, i quali sostengono la scelta della giovane di aver abbandonato la famiglia. Tra i tanti, Vanity Fair ha ascoltato la testimonianza di un vigile che ha ricordato come da piccola il padre avesse provato a dare in moglie la ragazza a un uomo molto più grande di lei.”

“Ruby ha fatto bene a scappare. Con il carattere ribelle che aveva, fosse rimasta qui avrebbe fatto la fine di quella pakistana ammazzata dal padre. Lo sappiamo bene noi che, dopo la segnalazione di alcune maestre, per un periodo la abbiamo accompagnata da casa a scuola per essere sicuri che seguisse le lezioni. Il padre voleva farla sposare a un uomo di trent’anni più grande in Marocco, a dodici anni. Ha fatto bene a scappare.”