È conosciuta come l’Ape Regina di Silvio Berlusconi e per gli inquirenti aveva il ruolo di reclutare ragazze da far prostituire nei dopo cena di Palazzo Grazioli e Arcore, ma Sabina Began nega le accuse e chiarisce di essere stata innamorata del Premier e di aver avuto con lui una vera e propria relazione.

Lo fa nell’intervista rilasciata a “Vanity Fair”, tra le cui pagine compare anche un’inedita fotografia che ritrae la Began abbracciata a Silvio Berlusconi e a George Clooney, durante una delle famose cene nella residenza romana del Presidente del Consiglio.

Galleria di immagini: Sabina Began

Nell’immagine, che risale al 5 settembre 2008, una sorridente ed elegante Sabina Began stringe a sé Silvio Berlusconi e l’attore americano, che si trovava a Roma da qualche giorno per un impegno istituzionale in favore del Darfur.

Dalle intercettazioni svolte nell’ambito del processo per sfruttamento della prostituzione in cui la Began è indagata, risulterebbe che proprio quella sera l’Ape Regina si sia messa in contatto con Gianpaolo Tarantini, chiedendogli di reclutare velocemente alcune ragazze disponibili e belle. La Began ha giustificato quella insolita richiesta come una gentilezza nei confronti dei numerosi ospiti maschi presenti:

«Io mi ricordo che avevo organizzato una cena a Palazzo Grazioli perché c’era {#George Clooney} a Roma e lui era molto impegnato contro il conflitto nel Darfur. Dissi a Tarantini: ci sono dieci uomini e nessuna donna, porta qualche amica».

Sempre secondo l’accusa, quella sera Tarantini portò a Palazzo Grazioli Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone e Roberta Nigro, e almeno una di queste sarebbe poi rimasta per la notte. La Began invece si difende affermando di amare spiritualmente Silvio Berlusconi e che non l’avrebbe mai lasciato a un’altra donna, tanto da aver passato con lui un’appassionata notte d’amore. Sarà ovviamente l’indagine a chiarire come andò veramente la serata, ma chissà che ora, comparsa questa fotografia, anche George Clooney non venga chiamato come testimone della cena romana.

Fonte: La Stampa