Sfiorata la rissa ai danni di Daniele Capezzone, che stamattina ha tenuto una conferenza stampa per denunciare l’occupazione abusiva dell’ex cinema Palazzo nel quartiere San Lorenzo di Roma. Tutto è partito da una querelle tra Sabina Guzzanti e Capezzone: la Guzzanti veniva chiamata in causa nella conferenza stampa del portavoce del PDL e ha desiderato difendersi dalle accuse mosse.

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Lo stabile è nelle mani di occupanti che hanno intitolato lo spazio al pacifista Vittorio Arrigoni e lo utilizzano a scopo culturale. Tuttavia è stato acquistato da un’azienda, che lo vuole adibire a sala giochi. La Guzzanti è contraria per una serie di motivi, tra cui la poca trasparenza nei vertici dell’azienda stessa, e il fatto che l’edificio ha una destinazione culturale, come previsto dal piano regolatore.

La Guzzanti ha spiegato eloquentemente le sue ragioni, soprattutto in virtù del fatto che lei nel quartiere San Lorenzo ci vive da sempre:

“Siccome nel dossier vengo chiamata in causa, sono entrata a spiegare le mie ragioni. Capezzone non mi ha fatto parlare. La protesta contro la sala giochi è di tutto il quartiere, non solo dei centri sociali. Le macchinette che rovinano economicamente le persone in realtà servono soltanto per riciclare denaro. Penso che non ci sia bisogno di spiegare perché siamo contrari a far entrare in un quartiere studentesco un’attività legata alla criminalità organizzata.”

Capezzone però è molto critico sulla questione, ed è stato scortato per tutto il tempo dalla polizia in tenuta antisommossa:

“L’occupazione continua a danni di un privato che paga 15mila euro di affitto al mese. Si tratta di una grave illegalità, di un’occupazione abusiva, che peraltro provoca un grave rischio per la salute. Impedendo l’apertura della sala giochi si impedisce di dare lavoro legale a 30-40 persone.”