Nonostante siano cadute le accuse contro Sabrina Misseri e Cosima Serrano per il delitto di Avetrana, la cugina e la zia di Sarah Scazzi sono ancora ferme in carcere in attesa della libertà.

Di certo la pressione della pubblica opinione non aiuta, soprattutto se la maggior parte punta il dito contro la cuginetta Sabrina, incolpandola per l’omicidio della piccola Sarah.

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Vista la sua situazione, Sabrina Missseri ha dichiarato di sentirsi come Amanda Knox, a oggi libera dopo essere rimasta per anni in carcere con l’accusa di aver partecipato all’omicidio di Meredith Kercher:

«Mi sento come Amanda, sono in carcere da innocente. Ma quattro anni qui dentro non resisto. La televisione, i giornali, mi hanno fatto illudere anche quando è venuta fuori la sentenza, ma io e mia madre siamo ancora in questa cella. Ora invece vogliamo essere messe in libertà, noi non abbiamo ucciso Sarah.»

A tardare la liberazione di zia Cosima e Sabrina è l’attesa per il dibattimento in aula al processo: in quell’occasione potrebbe emergere la verità sul mistero di Avetrana. L’accusa però non molla, facendo notare all’opinione pubblica e ai giudici che gli ultimi movimenti della piccola Sarah sono quasi completamente ricostruiti.

Grazie alla testimonianza del fioraio Antonio Petarra, i magistrati sono certi dell’arrivo di Sarah in casa Misseri poco prima del suo omicidio e utilizzeranno altre testimonianze per dimostrare come Sabrina Misseri e Cosima Serrano siano implicate nell’omicidio della piccola 15enne. Intanto, la difesa di Sabrina ha chiesto lo spostamento del processo da Taranto a Potenza, per evitare i pregiudizi dei cittadini di Avetrana.

Fonte: La Repubblica