A partire dal 1° gennaio di quest’anno anche in Italia i sacchetti di plastica inquinanti sono stati messi al bando: una piccola rivoluzione per i cittadini italiani, ma allo stesso tempo un’importante scelta per preservare l’ambiente.

Vengono dunque vietati tutti i sacchetti non rispondenti ai criteri fissati dalla norma tecnica comunitaria EN 13432. Pensate, occorrono almeno 200 anni per la decomposizione della plastica, eppure nel nostro Paese non è molto diffusa l’abitudine di portarsi le borse da casa per fare la spesa, anche se questa abitudine, oltre a essere vantaggiosa per l’ambiente, farebbe risparmiare le famiglie dato che non dovrebbero più acquistare ogni volta i sacchetti.

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Visto dunque il divieto assoluto di produzione, commercializzazione e utilizzo delle buste in plastica non biodegradabili, così come è previsto dalla direttiva dell’Unione Europea, in base alla legge finanziaria 2007, è necessario cominciare a cambiare le nostre abitudini e a prendere in considerazione l’uso delle borse riutilizzabili, che secondo le ricerche di mercato sono preferite dai consumatori, ma anche di quelle biodegradabili. Basterebbe un po’ di senso civico in più e maggiore rispetto per l’ambiente che ci circonda.

Sembra che i sacchetti riutilizzabili potrebbero portare a un risparmio di circa 2,5 kg di rifiuti all’anno, sia perché invece di usare in media 300 sacchetti a persona se ne utilizzerebbero 10 per di più biodegradabili, sia perché si eliminerebbero gli imballaggi spesso superflui.

Sul mercato si trovano borse per la spesa di diverso materiale, di forme diverse e di diverse tipologie, anche molto simpatiche e personalizzabili. Possiamo acquistarle in plastica riciclata oppure in tessuto, come il cotone per esempio o il propilene intrecciato, scegliendole a seconda di gusti ed esigenze.

Attenzione però all’igiene: nelle buste potrebbero rimanere residui di cibo che a lungo andare contaminerebbero la nostra spesa. Perciò è buona norma lavare le borse dopo l’utilizzo e fare attenzione al luogo nel quale vengono conservate.

Anche le aziende si stanno adeguando a questo nuovo provvedimento tanto che per esempio Lee, marchio di abbigliamento principalmente nota per i Jeans, ha lanciato in India il progetto “Never Wasted” shopping bag. Si tratta di una busta che è stata creata in maniera da poter essere ritagliata e utilizzata in tutte le sue parti e si presta al riuso creativo.

Ma anche aziende come Gucci, Marc Jacobs, Jile Sander, Cavalli, Moschino e Jimmy Choo si stanno concentrando sempre di più nel lanciare linee di shopping bag semplici da trasportare, molto funzionali e lavabili che possono essere utilizzate per lo shopping, ma anche per fare la spesa al supermercato, vista la loro versatilità e funzionalit. Ce ne sono di tutti i gusti e per tutte le tasche e sono capaci di accontentare chi non vuole rinunciare alla moda, ma allo stesso tempo tiene alla sua coscienza ambientalista.

Poi ci sono i sacchetti in tela per le più giovani che ormai si trovano ovunque, anche nelle librerie, e sono spesso abbelliti con personaggi dei fumetti o con celebri aforismi.

Alcuni negozi di abbigliamento poi hanno già eliminato le buste di plastica. ad esempio H&M ha buste biodegradabili, ma un po’ più piccole e spesse di quelle più diffuse. Si spera che presto tutti seguano questa tendenza, vista la sua reale utilità. Probabilmente il problema più grosso nel nostro Paese risiede nella scarsa educazione ambientale, ma come per tutte le buone pratiche, l’importante è cominciare e, quando ci accorgeremo tutti dei benefici, non vorremo di certo tornare indietro.