Il figlio Sajad e l’avvocato Houtan Kian, come riporta Repubblica, sostengono che a Sakineh Mohammadi-Ashtiani sia stata estorta con la forza una confessione fasulla.

In una videointervista apparsa sulla TV Iraniana, la donna appare con il volto coperto dal velo e nega di aver subito torture e violenze in carcere. Inoltre, riconferma nuovamente di aver lasciato che un conoscente uccidesse suo marito.

Accusa che le muove il governo e l’opinione Iraniana e per la quale è stata condannata alla lapidazione, per ora sospesa grazie a un forte intervento dell’opinione pubblica mondiale.

Il figlio sostiene:

L’intervista è stata estorta e serve a preparare l’opinione pubblica iraniana per la sua esecuzione. In realtà, per me è stato un grande sollievo vedere mia madre ancora in TV dopo un mese di completo isolamento, perché almeno ho scoperto che è ancora viva.

La situazione, nonostante la sospensione della condanna, è molto tesa. Come riportato anche da noi, i figli ricevono costanti minacce di ogni tipo. E tramite il loro avvocato hanno lanciato una richiesta di aiuto alla Comunità Europea

Aiutateci! Ci sentiamo soli e, tranne il nostro coraggioso avvocato Javid Hutan Kian, all’interno della Repubblica islamica siamo completamente abbandonati.

Per questo motivo è indispensabile non spegnere i riflettori sulla storia di Sakineh, per non lasciarla mai sola e per contrastare questo atto barbarico che colpisce principalmente le donne. Vittime innocenti di una società chiusa e intransigente.