Per Sakineh Mohammadi-Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione, non è tutto perduto. A dare uno spiraglio di speranza è stato il Ministro degli Esteri Franco Frattini, nel corso della puntata di ieri di Unomattina. Oltre a Sakineh un’altra donna, Asia Bibi, potrebbe essere salvata.

Sakineh Mohammadi-Ashtiani è diventata simbolo della violenza sulle donne e dei diritti inviolabili dell’uomo, che in molti paesi vengo calpestati in nome di una legge che si dichiara giusta. Sakineh però non è l’unica: Asia Bibi è una donna pakistana accusata di blasfemia e per questo condannata a morte.

Grazie alla mobilitazione di molti paesi, tra cui l’Italia, il destino di queste due donne potrebbe cambiare. Pare che Franco Frattini abbia parlato, nei giorni scorsi, della vicenda di Sakineh con il vicepresidente iraniano, Hamid Baghaei. Ecco quanto emerso:

Secondo la legge iraniana se c’è il perdono della famiglia della persona uccisa, in questo caso il marito, e pare che questo perdono stia arrivando in modo pieno, vi potrebbe essere proprio la liberazione di Sakineh.

Frattini ha però aggiunto che per quanto la pressione internazionale sia importante, bisogna essere prudenti perché, in uno stato sovrano come quello dell’Iran, atti di forza potrebbero essere addirittura controproducenti.

Asia Bibi è una cristiana di 37 anni accusata di blasfemia, che attende in carcere il momento della sua esecuzione.

Unica colpa: quella di non essersi convertita all’Islam e di aver messo a confronto, mentre lavorava nei campi con le sue colleghe islamiche, Gesù e il Profeta Maometto.

Su di lei Frattini informa che ci sarà un nuovo processo ma, cosa ancora più importante, l’impegno dichiarato dal Premier pakistano nel voler cambiare la legge a riguardo.