C’è stato un piccolo aggiornamento sulla vicenda che condiziona la vita di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione. L’esecuzione è stata evitata in funzione di una prigionia segreta e dall’esito incerto.

Di lei ci siamo occupati anche noi monitorando la situazione con molta apprensione, fino agli ultimi eventi che vedevano coinvolti i figli e alcuni giornalisti in un arresto illegale e ambiguo.

Oggi si apprende, attraverso la confessione di Shahmaz Gholam, compagna di cella per 99 giorni, che la complicità di Sakineh nella morte del marito le fu estorta con la forza.

Le fecero firmare un documento scritto in farsi, mentre la donna comprende e parla solo l’azero, nel quale si auto accusava della morte del marito con la complicità di un amante. Quando le fu spiegato il reale contenuto del documento la donna svenne.

Sakineh si è sempre proclamata innocente e di non aver mai tradito il marito, il quale in realtà morì accidentalmente fulminato sotto la doccia. Le informazioni riguardanti la vicenda giungono confuse fino all’opinione pubblica, più volte le confessioni le sono state sottratte con la forza e con la violenza.

In passato apparve in un video dove si autoproclamava colpevole, il viso coperto dal velo per nascondere le violenze subite per costringerla a confessare un reato mai commesso.