L’ultima delle attrici ad avere accusato Harvey Weinstein di molestie? È Salma Hayek, con una testimonianza che è una delle più potenti e dettagliate. L’attrice messicana ha scritto una lunga lettera al New York Times in cui accusa il famoso produttore hollywoodiano – finito da alcuni mesi nella bufera per i molteplici e ripetuti abusi e violenze ai danni di attrici e aspiranti tali approfittando della sua posizione di potere – di avere tentato di sabotare il suo film più celebre, Frida, dopo aver rifiutato le sue numerose avances.

Harvey Weinstein è un appassionato cinefilo, uno che si prende dei rischi, uno scovatore di talenti del cinema, un padre amorevole e un mostro. Per anni, è stato il mostro, inizia così, senza mezzi termini la lettera aperta della 51enne, che sottolinea subito il motivo per cui in questi anni non ha mai parlato: per paura di rivivere degli episodi dolorosi, per evitare dei dispiaceri ai suoi cari e perché sarebbe stata solamente una voce in più nel coro.

Tuttavia, Salma Hayek ha realizzato che anche la sua voce è importante e ha deciso finalmente di raccontare di come Wenstein abbia cercato di boicottore il film su Frida Khalo, nominato in sei categorie agli Oscar 2003 e vincitore di due statuette.

Era diventata la mia missione ritrarre la vita di questa straordinaria artista [Frida Khalo] e di mostrare la mia patria di origine, il Messico, senza stereotipi”, ha continuato, “e l’impero di Weinstein, la Miramax, era diventata sinonimo di qualità, sofisticatezza e di rischio – un paradiso per gli artisti complessi e ribelli. Era ciò che Frida rappresentava per me e per questo volevo lavorare con Weinstein”.

La Hayek racconta della sua felicità dopo avere ricevuto il “sì” del produttore per potere realizzare il film che lei sognava, ma non era preparata ai “no” che avrebbe dovuto pronunciare. “Non sapevo che sarebbe arrivato il mio turno di dire no. No ad aprirgli la porta a tutte le ore della notte, hotel dopo hotel, città dopo città, in cui si presentava improvvisamente, incluso quella volta che arrivò sul set di un film che stavo registrando e in cui lui non era coinvolto. No a farmi una doccia con lui. No a farmi fare da lui un massaggio. No a permettere a un suo amico nudo di farmi un massaggio. No a fargli del sesso orale. No a spogliarmi con un’altra donna”.

Ma il calvario di Salma Hayek non è finito qui: visti i continui “no”, Harvey Weinstein si sarebbe vendicato “con furia machiavellica”. Sfuriate al telefono, minacce di toglierle la parte di protagonista in Frida, perfino minacce di morte. “Ai suoi occhi, non ero un’artista. Non ero nemmeno una persona. Ero una cosa: non un nessuno, ma un corpo“.