Per i loro progetti, i designer si nutrono di suggestioni: al Salone del Mobile 2015 (fino al 19 aprile a Milano), è stavolta particolarmente evidente la tendenza a ispirarsi ai luoghi geografici.

Le destinazioni dell’anno, dove i creativi trasportano il pubblico attraverso le loro opere, sono Miami, il Nord Europa e l’Africa, sia Mediterranea che Nera.

Galleria di immagini: Salone del Mobile, il design è esotico

Miami, o il suo immaginario, con l’imprevedibile ripresa di un gusto anni Ottanta, propone uno stile ricco e decorato, massimalista, ma sostanzialmente non kitsch. Se ne trovano tracce da Fiam, con lo specchio “Ginevra” progettato da Dante O. Benini e Luca Gonzo con l’artista albanese Helidon Xhixha, da Gallotti&Radice con il tavolo tondo “Oto” di Gabriele e Oscar Buratti, color bronzo, rame o canna di fucile, da Flou con “Iko”, il nuovo letto di Rodolfo Dordoni, e da Santoni, con la collezione di tavolini “Shimmer” disegnata da Patricia Urquiola e prodotta da Glas Italia.

La destinazione africana regala un’ispirazione che può essere diretta, come è stato per Sebastian Bergne con il tavolino-contenitore “Shorty” di TOG, oppure mediata dalla prima ondata di influenza africana in Europa come in Jaime Hayon per Cassina: il designer spagnolo deduce dall’opera di Le Corbusier strani idoli lignei, “quasi una sfida religiosa”, dice Hayon. Anche il duo italiano LucidiPevere guarda “lontano”, alle sperdute montagne della Mongolia, per disegnare “Yak”, nuovo divano per De Padova.

La dimensione dell’etnico sfuma spesso in quella del “locale”, che rappresenta l’odierna speranza per poter conquistare un mercato globale: tanto negli anni Cinquanta si ambiva a una bellezza internazionalmente riconosciuta, quanto oggi gli idiomi e i dialetti sono il nuovo esperanto. Ronan & Erwan Bouroullec declinano la loro unione franco-finnica con Artek nella composita collezione “Kaari”, dove il legno massello viene supportato dal metallo piegato sommando una semplicità da falegname a una evidente citazione dei mobili “svedesi” degli anni Settanta.

Questa recente propensione al locale pare superare il minimalismo nordico che ha dominato l’anno passato. Naturalmente, girando tra i padiglioni, se ne trovano ancora tracce evidenti. Le più interessanti sono quelle con obiettivi di ricerca, come fa, per Living Divani, il duo Kaschkasch con lo scrittoio “Fju” che, ribaltato, diviene una comoda tasca portadocumenti a muro ,oppure come fa Lorenzo Damiani, per Campeggi, proponendo “Bed Sharing”, una “opera da muro” composta da materassini individuali, sfilabili e utilizzabili all’occorrenza. Altrettanto interessanti quei casi in cui il minimal si collega direttamente a una tradizione storica: così è per Thonet, che presenta il divano “2002” di Christian Werner, con doppio tubolare di massello di legno a contornare un sommier praticamente poggiato a terra.

Questo mondo di viaggi porta con sé anche una palette cromatica: se il colore 2015 è, secondo Pantone, il Marsala, non mancano altri toni particolari e volutamente impuri, ricchi di ossidi e di pigmenti come l’ottanio, il mirtillo e l’orzo scelti da Sam Baron per la sua collezione di vasi “…Issima!”, da Bosa. Attuale anche lo sfumato: dal rosso al viola, ad esempio, sul divano “Glider” di Ron Arad per Moroso.