Proprio nell’Anno Internazionale della Luce, proclamato dall’Unesco per il 2015, torna – in concomitanza con il Salone del Mobile di Milano, fino al 19 aprile – Euroluce, la biennale dedicata all’eccellenza nel mondo dell’illuminazione, alla sua 28a edizione.

Euroluce, la più importante manifestazione di settore, presenta le novità in fatto di apparecchi architetturali, per il residenziale, l’ufficio, i negozi, l’ospitalità e l’outdoor oltre a sorgenti luminose e software per le tecnologie della luce.

Visitando i padiglioni di Euroluce è subito evidente la battaglia che il settore dell’illuminazione combatte in questi ultimi anni: il rapido sviluppo delle sorgenti a led, dopo un primo periodo caratterizzato, sia per i produttori che per i designer, dal “prendere le misure” del fenomeno, ha infatti “svuotato” di significato il tradizionale apparecchio illuminante.

Il led, sorgente a lunga durata e sovente non sostituibile durante la vita dell’apparecchio, ha reso inutili molte giustificazioni funzionali e dimensionali alla forma dell’oggetto. Insomma, il modo di progettare la luce è profondamente cambiato e, sintetizzando, l’attuale stato dell’arte presenta due ipotesi alternative, ben rappresentate a Euroluce 2015. La prima porta alla massima riduzione dell’oggetto lampada e, in prospettiva, alla sua assimilazione nell’involucro architettonico. La seconda porta, invece, alla riscoperta delle forma, al di là della funzione stessa, come disegno di un affascinante simulacro. Rispetto al primo indirizzo è possibile vedere “Edgelighting” di Ernesto Gismondi per Artemide, foglio sottilissimo (1,5 cm) di PMMA, oppure “Fosbury” di Davide Groppi, silenziosa linea di luce, e, infine, “Orb”, disegnata da Büro Famos per Modoluce, essenziale sfera svuotata.

Galleria di immagini: Euroluce, le novità tra led e tradizione

Rispetto al secondo indirizzo, è paradigmatico l’approccio del maestro Ingo Maurer che propone addirittura un ironico monumento alla lampadina a incandescenza (“Monument for a bulb”), oppure “Stochastic” del giovane norvegese Daniel Rybakken per Luceplan: una “nuvola” di sfere di borosilicato argentato, tra cui, quasi per caso, risiede la luce. Nella tradizione del Salone, poi, per coinvolgere nella magia della luce anche un pubblico non professionista, Euroluce 2015 è accompagnata da un evento collaterale realizzato nel centro della città: in Piazza San Fedele a Milano è possibile visitare “FAVILLA. Ogni luce una voce”. L’installazione-evento, un racconto ricerca sull’essenza della luce, è un progetto dell’architetto Attilio Stocchi e realizzato con il patrocinio del Comune di Milano.

L’installazione, visitabile fino al 19 aprile, cerca di raccontare la “manifestazione” della luce, associata ogni volta a un particolare suono. La struttura della rappresentazione “FAVILLA. Ogni luce una voce” ripercorre quella delle tragedie greche con un prologo, quattro episodi, quattro stasimi e un epilogo. La parte centrale della narrazione – i quattro episodi – espone le quattro caratteristiche di movimento della luce, propagazione rettilinea, diffrazione, riflessione e rifrazione, che ne svelano il suo essere contemporaneamente onda e corpuscolo. A ciascun episodio dedicato a una delle caratteristiche tecniche della luce segue uno stasimo/intermezzo che ne declina le caratteristiche vitali nel mondo naturale: i raggi solari, la fotosintesi clorofilliana, l’arcobaleno.