Uno dei più recenti esperimenti sul rapporto tra cioccolato e alimentazione parrebbe ribaltare la comune credenza che questo dolce serva a donare un po’ più di felicità se lo si mangia.

La rivista Archives of Internal Medicine, che ha pubblicato i risultati del testi, sostiene addirittura che la necessità o la tendenza di consumare grandi quantità di cioccolato, possano rivelare uno stato di depressione nel soggetto.

In pratica, più si mangia cioccolato e più la depressione sarebbe presente nel soggetto, e decreta con buona certezza che il suo consumo non sia la cura della tristezza, bensì un decisivo alimentatore di questo stato.

932 partecipanti hanno dichiarato quante porzioni di cioccolato hanno consumato in un mese; al termine del periodo e dopo la raccolta dei dati, gli studiosi hanno notato che chi ha mangiato più cioccolato (8.4 porzioni al mese) è risultato positivo alla comparazione con una scala di valutazione della depressione; al contrario, chi è risultato negativo ai test depressivi è stato anche chi ha consumato meno cioccolato (5.4 porzioni al mese).

Come si spiegherebbe, dunque, questa corrispondenza? Gli studiosi hanno precisato di non aver ancora stabilito con chiarezza se sia il cioccolato a stimolare lo stato depressivo, o se sia la malattia stessa a richiedere il suo consumo alimentare ma, con certezza, hanno offerto una teoria alternativa a quella che vede questo alimento come prettamente alleviatore degli stati di negatività.