Colorata e succosa, la frutta estiva può invogliare il bambino a mangiarne tanta. È ricca di vitamine, dissetante e fa bene all’organismo. Ma purtroppo può provocare allergie. La più diffusa fra le allergie alla frutta estiva è quella alle fragole e alle pesche, in particolare la buccia.

Rispetto all’intolleranza alimentare, l’allergia si manifesta immediatamente subito dopo l’ingestione ed è quindi facile collegarla al cibo ingerito. Le reazioni dell’organismo, oltre ad essere immediate, sono di solito più violente e possono produrre lo shock anafilattico.

I SINTOMI

I sintomi delle allergie alimentari sono simili a quelle provocati dall’allergia ai pollini: le eruzioni cutanee ovvero gli arrossamenti pruriginosi, l’orticaria e gli eczemi, i gonfiori, le bolle; irritazioni delle labbra e della bocca; problemi respiratori: riniti e asma; problemi gastrointestinali: nausea, vomito, dolori addominali e diarrea.

L’allergia alle fragole

È determinata da alcune proteine di questa frutta. I sintomi non si discostano molto molto dalle allergie alimentari in genere, ma spesso la parte più interessata è il cavo orale. Le reazioni vanno dall’intorpidimento e formicolio della bocca a bruciori, alla difficoltà di respirazione dovuta al rigonfiamento e all’ostruzione dei bronchi che possono portare a conseguenze gravi.

Tra le allergie alla frutta occorre ricordare quella alla frutta esotica come kiwi, mango e papaya. Attenzione quando si va nei posti di villeggiatura tropicali.

COME COMPORTARSI

*Se sospetti che il tuo bambino abbia l’allergia, il primo passo da fare è quello di sottoporlo al prik test: attraverso una piccola puntura viene iniettata una goccia di estratto, l’allergene. L’eventuale irritazione della pelle è un primo segnale di allergia. Il test può essere confermato utilizzando direttamente l’alimento fresco al posto dell’estratto, il cosiddetto ”prik by prik”.

*L’unica terapia valida è l’esclusione dell’alimento incriminato dalla dieta del bambino. Alcuni farmaci, come gli antistaminici, i broncodilatatori e i cortisonici, possono essere utili per calmare le manifestazioni dell’allergia. Tuttavia, deve essere sempre il pediatra a prescriverli.

L’ASMA DI ORIGINE ALLERGICA

Se il bambino soffre di asma, il contatto con il polline può peggiorare i suoi sintomi, scatenando un forte attacco.

Prevenzione

La prevenzione è molto importante nella cura dell’asma e delle sue manifestazioni. Conoscere il fattore scatenante aiuta a prevenire l’attacco. A questo scopo esistono test cutanei o specifici esame del sangue.

Cosa fare in caso di forte attacco

In genere il medico prescrive farmaci vasodilatatori in spray o per aerosol. Tali farmaci vanno tenuti a portata di mano per essere inalati alla prima comparsa dei sintomi.

*Intanto cerca di stare calma e rassicura il tuo bambino: un attacco di asma può spaventare, ma il panico peggiorerebbe le cose.

*Aiuta il tuo bambino a stare seduto diritto e a respirare lentamente.

*Chiama un’ambulanza se il tuo bambino mostra segni di sofferenza o non riesce a respirare bene.

NOTA

L’asma bronchiale allergica fa la sua comparsa in genere dopo i 5-6 anni. Nei bambini piccoli, specialmente con meno di due anni, i sintomi di alcune malattie infettive più frequenti possono essere confusi facilmente dai genitori e presi per episodi simil-asmatici.