È successo il 27 marzo: l’impianto di congelamento degli embrioni al nosocomio San Filippo Neri di Roma non ha funzionato e 94 embrioni sono andati distrutti. Insieme a loro le speranze delle quaranta famiglie che speravano in quei piccoli accenni di vita per poter avere un figlio.

La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per fare luce sull’accaduto, anche se ancora non sono state comunicate né le ipotesi di reato né chi saranno i probabili colpevoli di questo errore.

Perché, in fin dei conti, di errore si tratta. Una rottura del sistema di alimentazione del congegno o la mancanza di idrogeno liquido necessario a mantenere la temperatura di conservazione, non è possibile ipotizzare la volontà di creare un incidente del genere.

Ma, aldilà della consapevolezza della colpa, o della sua mancanza, rimane il dolore, immenso, di quello quaranta donne che attendevano il momento giusto per poter procedere all’impianto degli embrioni.

Donne e uomini che hanno speso soldi e tempo, sottoponendosi a visite continue e continui ricoveri pur di realizzare il sogno di diventare genitori. Famiglie che ora soffrono per la perdita di quello che è, a tutti gli effetti, una vita, anche se ancora solo un accenno.

Confidiamo nella giustizia che speriamo, stavolta, possa dare almeno il conforto di una spiegazione a coloro che non potranno essere più genitori.