Cosmetici biologici, che grande affare! Già, perché il canale erboristeria negli ultimi anni ha registrato una continuità nelle dinamiche di crescita, nonostante un generale rallentamento del mercato cosmetico generale. Almeno a stare alle previsioni presentate in occasione del Sana 2015, il Salone internazionale del biologico e del naturale (a Bologna dal 12 al 15 settembre), che per il primo semestre 2015 indicano un ulteriore segno positivo di 2,8 punti percentuali, seguito dal +3% delle previsioni per la fine dell’anno con un valore di mercato superiore ai 430 milioni di euro.

Cresce, dunque, l’interesse dei consumatori verso il mondo del “naturale e del verde” e verso ciò che è rispettoso dell’ambiente non solo in campo cosmetico, ma nei vari ambiti della quotidianità.

E i produttori rispondono con maggiore qualità, maggiore attenzione nei confronti di packaging, comunicazione e innovazioni tecnologiche sempre rispettose dell’ambiente e della sostenibilità.

Vediamo allora tre tendenze per cercare di capire dove sta andando l’universo della cosmetica biologica.

  1. Nutricosmetica: bellezza da bere, non più solo da spalmare. Non si tratta di una novità vera e propria, visto che ormai da tempo gli integratori alimentari e i functional food sono entrati di prepotenza nella dieta quotidiana. Quello a cui si assiste è una specializzazione sempre maggiore. Una casa come la Biocyte, quindi, propone tre prodotti da consumare quotidianamente: ialuronico, collagene, elastina e idrossiprolina da bere per idratare, riempire, distendere le rughe e compattare la pelle. Per la salute dei capelli arriva la cheratina, che si associa allo ialuronico per riparare la struttura del capello. Per dimagrire? Arrivano i chetoni, che accelerano il metabolismo, placano l’appetito e aiutano a ridurre gli strati di grasso ostinati. Una bustina da sciogliere in poca acqua e la bellezza è assicurata.
  2. Ecologico a chilometro zero: a un consumatore sempre più consapevole si richiede ormai una conoscenza approfondita delle diverse certificazioni e una lettura attenta degli ingredienti. Il marchio ICEA certifica la qualità di prodotti salubri e sicuri attraverso controlli severi e scrupolosi su tutti gli ingredienti e sul prodotto finito, non basta più. Quello che viene cercato nei cosmetici biologici è anche che siano rigorosamente cruelty free, non testati su animali. E se il rispetto dell’uomo e della natura è l’imperativo categorico, sempre più aziende scelgono di utilizzare ingredienti coltivati a poca distanza da dove poi saranno lavorati. Come la bresciana Essere che tenta di rendere il più performante possibile la sua mission biosostenibile: cosmetici eco-sostenibili dagli elevati standard qualitativi. Oppure come la Puro phi, che sviluppa una linea formulata con principi attivi provenienti dal mondo scientifico sostenibile uniti a principi attivi naturali certificati,  tipici del Mediterraneo. Qualche esempio? Calendula, melograno, liquirizia: elementi dalle alte concentrazioni di principi attivi disponibili a pochi passi da casa.
  3. Approccio olistico: il tutto conta più della parte. A partire da questo assunto di base, non si può essere belli se non si è sani. Ecco allora trattamenti che non riguardano solo la cosmesi ma abbracciano un più ampio concetto di equilibrio psicofisico e di benessere. Da Münster, in Germania, arriva Jentschura, ditta che ha ideato una serie di alimenti che favoriscono l’alcalinità dell’organismo, prodotti per la cura basica del corpo e indumenti basici. Il concetto di fondo? L’equilibrio acido-basico è la via maestra per una salute esteriore e interiore, fondamentale per godere di salute, bellezza e vitalità durature.