Il cinema italiano è uscito fortemente penalizzato dalla recente Mostra del cinema di Venezia, non avendo ottenuto nemmeno un riconoscimento e per questa ragione infuria la polemica, che vede coinvolti il direttore della Mostra, Marco Müller, e il presidente della giuria, Quentin Tarantino, con alcune accuse in arrivo anche da ambienti politici.

Infatti, se un grande esponente del cinema italiano come Gabriele Salvatores ha difeso Tarantino, lo stesso non si può dire del Ministro della Cultura Sandro Bondi, che ha attaccato senza mezze misure lo stesso regista americano e Marco Müller, reo di averlo scelto per presiedere la giuria.

Lo sfogo del ministro è chiaro e parte dal presupposto che, essendo l’evento finanziato con soldi pubblici, è diritto del suo Ministero entrare attivamente nell’organizzazione della Mostra:

Siccome i finanziamenti sono dello Stato, d’ora in poi intendo mettere becco anche nella scelta dei membri della giuria del Festival. I risultati del Festival costringono ad aprire gli occhi e fare autocritica.

Da qui l’attacco diretto a Quentin Tarantino, definito uno “snob“, e a Müller, paragonato a un allenatore di calcio troppo attaccato ai propri schemi:

Tarantino è espressione di una cultura élitaria, relativista e snobistica. Müller è innamorato dei propri schemi fino al punto di non privilegiare i talenti e le novità che sono sotto gli occhi di tutti.

Stupita e in parte stizzita la reazione degli addetti ai lavori, che criticano la posizione di Bondi rivendicando una certa autonomia decisionale da parte del direttore della Mostra, che deve, a loro dire, poter scegliere sia i film in concorso che la giuria che li andrà a giudicare.

Insomma un’uscita inopportuna per alcuni, ma un segnale chiaro che in effetti in questa edizione della Mostra lo scontento è stato molto. Tarantino non ha mai nascosto un certo spirito critico e polemico, forse fin troppo, verso il nostro cinema e il fatto di sceglierlo come presidente della giuria può aver influito non poco sul bilancio deludente delle produzioni italiche, il che, appare chiaro, non ha portato alcun vantaggio all’intera industria del settore che gli stessi addetti ai lavori dicono, a parole, di voler rilanciare.