Non dimentichiamo la promessa del tuo bambino per l’anno nuovo: ”Sarò più buono”.

La promessa principale era quella di seguire abitudini più sane. Ebbene applichiamo il concetto ”più sano” alla sua alimentazione. Il tuo bambino si rifiuta di mangiare la pasta, il formaggio e la verdura? E tu non dargli solo patatine, biscotti e dolci perché sai che sono le uniche cose che non rifiuterà.

È scontato dire che non è possibile cambiare le abitudini del bambino in pochi minuti. Ciò che più conta è che il bambino stia a tavola con il resto della famiglia, all’ora dei pasti, affinché veda che gli altri mangiano volentieri ciò che si trova nel piatto. Il bambino deve poter assaggiare determinati cibi o vedere che gli altri mangiano senza difficoltà, decine e decine di volte, prima che finalmente si senta preparato a mangiare anche lui senza problemi, al momento del pasto. Nel frattempo, cerca di prestare molta attenzione alla sua dieta.

Forse ti accorgerai che il bambino mangia alcuni alimenti sani, come ad esempio il pane o i cereali integrali e tu puoi provare, ad esempio, a spalmare un po’ di formaggio morbido su una fetta di pane, o ad aggiungere della frutta a pezzettini suoi suoi cereali, limitando allo stesso tempo il consumo dei dolciumi. Apporta questi cambiamenti molto lentamente e sii molto chiara con il tuo bambino che d’ora in avanti dovrà mangiare cose più sane e soprattutto tenendo fede a quello che dici. Ricordagli intanto che all’inizio dell’anno nuovo aveva solennemente promesso ”D’ora in poi mangerò tutto…o quasi”.

Gli urli? Una cattiva abitudine

Quale altra promessa di inizio anno? Vediamo. Crediamo che abbia promesso che non avrebbe urlato più. A questo punto, però, ti facciamo una domanda: sei sicura, mamma, che il bambino non abbia imparato da te ad urlare? In effetti il tuo bambino molto spesso si serve degli urli per affermare la propria indipendenza. Ma forse, sentendoti urlare, il bambino pensa che sia una cosa che si può fare. E allora un consiglio: un tono di voce deciso, mentre lo guardi negli occhi, sarà certamente più efficace di un urlo. Se il tuo bambino ha preso questa cattiva, gli devi dire con fermezza: ”non voglio che urli”.

Lodalo se usa un tono di voce più basso, poi cerca di sviare l’attenzione del bambino verso qualcos’altro. Se grida perché è particolarmente vivace, dovresti cercare di trasformare questo problema in un gioco. Devi dire al tuo bambino che ha cinque minuti di tempo per cantare o per gridare, oppure puoi inventare un gioco in cui vince chi riesce a parlare più piano. Ai bambini piacciono molto le sfide, quindi questa piccola strategia potrebbe rivelarsi molto efficace.