Sanremo 2013, la seconda serata riparte da Domenico Modugno. In onore della fiction Rai girata sullo scomparso cantautore è intervenuta la sua famiglia in prima fila all’Ariston, mentre l’interprete della serie Beppe Fiorello sciorinava versi di Nel Blu Dipinto Di Blu e cantava Che Cosa Sono le Nuvole, il pezzo di Modugno ispirato all’Otello di William Shakesperare e scritto a quattro mani con Pier Paolo Pasolini. Ne è seguita una grande commozione: Modugno è stato forse il massimo interprete della canzone italiana, per cui è abbastanza normale che il pubblico di Sanremo tributi alla sua memoria tanti applausi.

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Ancora una volta non convenzionale, Luciana Littizzetto si è presentata a Sanremo in una maniera decisamente poco tradizionale per una “valletta”, anche se probabilmente lei assurge maggiormente al ruolo di presentatrice, come se in realtà Fabio Fazio ne fosse la spalla. Ne è seguito uno sketch con Bar Rafaeli, che ricordava moltissimo quelli dell’ultima conduzione di Raimondo Vianello sul palco dell’Ariston. Niente di nuovo tra i fiori di Sanremo, tranne il simpatico sketch di Lucianina che ha messo in scena una parodia di Quelqu’un Ma Dit con la superospite Carla Bruni.

Tra gli ospiti che sancivano la vittoria di una o dell’altra canzone dei big, da segnalare Neri Marcorè che si è esibito in uno dei suoi cavalli di battaglia, l’imitazione di Alberto Angela. Per questa seconda puntata, Sanremo si è concentrato sulla musica: lontani dalle polemiche, la canzone resta la regina nella città dei fiori. E altrimenti non avrebbe potuto essere in un giorno triste: a causa del grave lutto familiare da parte di uno dei Ricchi e Poveri, è stata persino cancellata l’esibizione del trio prevista per la celebrazione della storia del Festival.

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Le canzoni dei big che hanno passato il turno e si scontreranno con quelle passate nella prima puntata sono Se Si Potesse Non Morire dei Modà, La Prima Volta Che Sono Morto di Simone Cristicchi, E Se Poi di Malika Ayane, Mamma Non Lo Sa degli Almamegretta, Sotto Casa di Max Gazzè, Scintille di Annalisa Scarrone, La Canzone Mononota degli Elio e le Storie Tese (che si sono presentati in abito talare, come a farsi testimone delle dimissioni del papa, per il primo pezzo Dannati Forever). A fine serata hanno suonato anche quattro tra gli otto giovani in gara: hanno passato il turno i Blastema e Renzo Rubino.